sabato, 20 gennaio 2007

I pray that god will give me courage
To carry on til we meet again
It's hard to know she's gone forever
They're carryin her home on the evening train

AMERICAN RECORDINGS (1994)
UNCHAINED (1996)
AMERICAN III: SOLITARY MAN (2000)
AMERICAN IV: THE MAN COMES AROUND (2002)
AMERICAN V: A HUNDRED HIGHWAYS (2006)

cash

In alcune circostanze mi rendo conto di non essere all’altezza di scrivere un qualcosa che possa essere degno dell’oggetto analizzato; spesso, quando il gioco è assai duro, ci metto molto ad esprimere quello che realmente vorrei… altre volte ancora mi arrendo e basta.
Questo è uno di quei casi.
Con quale presunzione vorrei descrivere la magia nascosta in queste 68 gemme preziose?
Nessuna; anche perché la magia non si spiega… la si subisce e basta.
Quello che posso fare è continuare a guardare le 4 enormi lettere che campeggiano su ciascuna delle copertine della Pentalogia Americana ed annuire.
Ok John, è proprio così.
Non serve altro, nemmeno il titolo dei dischi….nemmeno il tuo nome di battesimo… solo….CASH.

Ti ho conosciuto tardi, quando già non c’eri più; ma in pochi mi hanno trasmesso un messaggio così intenso, già solo leggendo le note di copertina…
Dicevi che niente poteva separarti dalla fede in Dio, dall’amore per June e dalla tua musica… che la meraviglia delle cose che ci circondano è qui per noi, che la volontà scala le montagne… e una miriade di altre cose ancora, tuonate da una voce profonda oltre l’umana comprensione e dettate da uno spirito inquieto e tormentato (sempre alla ricerca di una pacificazione interiore poi finalmente arrivata).

Rick Rubin è l’uomo che ci ha regalato questo monumento alla leggenda-Cash e ancor più alla tradizione musicale popolare americana: tra improbabili cover (sistematicamente trasformate in versioni superiori ai rispettivi originali) e antiche e nuove composizioni dell’uomo in nero; una scommessa stravinta e la consapevolezza di aver apposto il sigillo finale ad una carriera epocale con la produzione di cinque Capolavori immortali.


Qualche asettica nota didascalica per chi fosse all’oscuro di tanta meraviglia:

AMERICAN RECORDINGS (1994)
Il primo dei cinque dischi è anche il più ostico, per certi versi: quello più profondamente legato alle radici e quindi, contestualmente, più scarno negli arrangiamenti.
Tuttavia è indubbiamente uno dei più grandi album country di tutti i tempi (chiaramente nell’accezione rivoluzionaria del termine, quella che introdusse proprio Cash nei ’60).
Pezzi migliori: Delia’s gone, Thirteen, Down there by the train

UNCHAINED (1996)
Il mio favorito è anche, decisamente, il più rock ‘n roll.
Arrangiamenti potenti e voce mai così esplosiva (almeno non in questa “saga”): variegato ed espressivo, allegro (“Country boy”, “I’ve been everywhere”, “Sea of heartbreak”) ma anche lacerante (la title-track è tra le cose più commoventi che io abbia mai ascoltato).
Pezzi migliori: Rusty cage, Unchained, Rowboat

AMERICAN III: SOLITARY MAN (2000)
Se proprio ci deve essere un “meno riuscito”, allora è questo.
Ma sfido qualsiasi amante di buona musica a non esaltarsi per i primi 4 pezzi di apertura, buttati così di seguito. Strepitoso.
Pezzi migliori: Solitary man, One, The mercy seat

AMERICAN IV: THE MAN COMES AROUND (2002)
Il più famoso ed uno dei Capolavori unanimemente riconosciuti.
Perfetto nell’alchimia degli equilibri e nella ricchezza dei contenuti, è assai importante anche per l’elevata qualità delle cover e perché depositario della più bella (anche secondo Cash stesso) delle sue canzoni originali composte in occasione di queste “American Recordings”: la title-track.
Pezzi migliori: The man comes around, Hurt, First time ever I saw your face

AMERICAN V: A HUNDRED HIGHWAYS (2006)
Il congedo, arrivato postumo anche sull’onda del successo del bellissimo film di James Mangold (Walk the line).
In assoluto, il più toccante ed intenso dell’intera saga; quasi inascoltabile per la profondità espressa in tutte le canzoni, segno tangibile del tramonto dell’uomo-Cash.
Nelle note di copertina (le uniche non scritte – ovviamente – da John) Rick Rubin dice:
”Some days his voice was weak and he sounded like he was painting, trying to get enough air. Other days his voice boomed with power and gravity. You can hear the difference on some of these songs. Sometimes he booms and other times he sounds weaker and more vulnerable, but in the end his ability to convey words in a way the listener can truly feel and believe them is amazingly consistent. He was the master storyteller of our time.
My life was made immeasurably better for knowing him.”
Pezzi migliori: Further on up the road, Help me, On the evening train

postato da: countryfeedback alle ore 12:41 | commenti (15)
Commenti
#1    23 Gennaio 2007 - 15:40
 
“ I’ m just a singer of songs” così recitava l’uomo in nero nella cover di Tim O’ Connel. Un enorme statura artistica racchiusa sempre in un minuscolo bocciolo di modestia.
E’ veramente un onore ed un piacere parlare di uno dei mie cantanti preferiti di tutti i tempi e soprattutto farlo in questo luogo, grazie countryfeedback.
Un uomo che ha attraversato tutta la seconda metà dell’ultimo secolo, dall’immediato dopoguerra fino all’11 Settembre 2001, fino a quando , fatalmente, il 12 settembre di due anni dopo “decise” di andarsene e raggiungere la sua amata June.
The Singer, ha saputo impregnarsi di tutto quello che lo circondava, intrecciando tutto quello che la storia e il mondo gli proponeva alla sua, di storia : personalissima, estrema, ribelle, travagliata … in continua lotta con i suoi demoni, vivendo attimi di abbandono e altri di apparente rinascita. Eh si il mondo andava avanti, quasi senza accorgersi di nulla e nessuno e lui era lì, pronto a viverlo questo mondo, imbracciando la sua chitarra e a parlarci attraverso il suo country-rock di rinnegati, di bastardi, di outsiders, di perdenti, di disperati… ma anche di amore, di fede e di rinascita.
Johnny Cash con la sua inconfondibile voce, profonda e baritonale…capace nei momenti più bui di aprire uno spiraglio di luce e comunque sempre in grado di scalfire la roccia… è forse stato il maggiore interprete delle contraddizioni del mondo, ponendosi costantemente in controtendenza, percorrendo una strada originalissima, ma, paradossalmente, aderente alla Tradizione, che lui stesso contribuì a costruire e che a lui sempre si riferirà, quale modello incontrastato e leggendario.
La sua musica non è solo musica, le sue canzoni non sono solo canzoni… ogni volta che apre bocca, lui… l’uomo in nero, ci travolge con un onda gigantesca e… sembra volerci ripulire, da tutta quella sporcizia che il mondo ci ha buttato addosso e ricordarci che “la meraviglia delle cose che ci circondano è qui per noi”.
Johnny Cash ha parlato anche di amore, lui che è stato in continua corsa dell’amore , lui che lo ha cercato,lo ha raggiunto, lo ha maltrattato, lo ha perso, ma non ha mai smesso di amarlo ( già proprio così “amare l’amore” ) …perché faceva indissolubilmente parte di lui e della sua vita, June l’unico amore che non riusciva a controllare… e a tal riguardo basta ascoltare anche solo una volta FIRST TIME EVER I SAW YOUR FACE per capire di cosa sto parlando!
Johnny Cash ha parlato anche di Fede, di quella in grado di salvarti, di farti perdonare, di farti andare avanti, ma anche di quella in grado di farti cadere e di farti sbagliare…un uomo in contraddizione che ha fatto del suo mistero qualcosa di umano.
L’uomo in nero resta sempre un mistero e per capirlo mi vengono in mente le parole di Tom Smucker che sul Villane Voice diceva : “Cash è come John Wayne. Ma Cash racchiude in sé molto più di Wayne. E’ il cowboy e l’indiano, il credente e il peccatore, il patriota e il dimostrante”
Lui, l’uomo in nero, col volto sempre nascosto nell’ombra, alla continua ricerca di una casa, che sapeva non avrebbe mai avuto… trova in chiunque l’ascolti, un posto caldo dove…fermarsi un pò. Il mio grazie è immenso, Johnny Cash.
Saluti Jim Stark.
utente anonimo

#2    23 Gennaio 2007 - 22:14
 
Carissimo Jim,
innanzitutto grazie.
Non credo di allontanarmi dalla realtà nell'affermare che questo è in assoluto il commento più bello ed intenso che tu abbia mai lasciato sul mio blog.
Con un fervore che letteralmente divora proprio il post stesso hai saputo mirabilmente far monumento sì dell'artista ma anche e soprattutto dell'uomo-Cash: un vero eroe americano in continuo divenire - sempre e comunque portatore di una luce propria, indifferente alle tendenze e a quello che c'era al di là di "Dio, la sua musica e June".
FIRST TIME EVER I SAW ma anche e soprattutto l'intero AMERICAN V (dal quale ho estratto un frammento di ON THE EVENING TRAIN per l'incipit dell'articolo) rimangono a testimonianza di tutto questo.
Per il resto non mi rimane che continuare ad annuire rileggendo le tue righe, complimentandomi ancora per lo straordinario e commovente (sì, è l'aggettivo calzante) scritto che hai pubblicato ed invitandoti anzi ad editarlo anche sul tuo blog.
Ne vale davvero la pena!
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#3    24 Gennaio 2007 - 10:05
 
Se una persona non si commuove quando parte la sua versione di "I se a darkness" non è umana.
Quest'uomo, qulla voce, ti strappa l'anima e te la rivolta come un calzino, lasiandoti come un cane bastonato che vuol solo lecarsi le sue ferite. Immenso.
Se Dio esiste, ha la voce di Johnny Cash. E la madonna quella di Eva Cassidy.

Pinux
utente anonimo

#4    24 Gennaio 2007 - 19:07
 
"The first time ever I saw your face, I thought the sun rose in your eyes.
And the moon and stars were the gifts you gave,
To the dark and the endless sky, my love.
And the first time ever I kissed your mouth,
I felt the earth move through my hands.
Like the trembling heart of a captive bird
That was there at my command.

And the first time ever I lay with you,
I felt your heart so close to mine.
And I know our joy would fill the earth,
And last till the end of time, my love.

The first time ever I saw your face."

Ecco, non ho trovato niente di meglio per iniziare a commentare questo post. Se ne sta parlando proprio in questi giorni anche sul mio post di canzoni d'amore, ed ora eccola catapultarsi anche sulle tue pagine.
Quindi non ci resta che leggere attentamente queste parole...e poi buttarle via, perché la grandezza del brano sta essenzialmente nel modo in cui Johnny Cash pronuncia ogni singola parola. Rende tutto così vero, così pregnante...posso affermare con tranquillità che non ho mai sentito in una canzone tanta corrispondenza fra le parole di un interprete e il sentimento personale che le sorregge.
E mi pare che su questo non serve aggiungere altro.

Ora ho poco tempo, ma tornerò domani a commentare i 2 capitoli che conosco: il quarto e il quinto.
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#5    24 Gennaio 2007 - 21:17
 
Apro un OT per annunciare la partenza della nona edizione del TotoOscar: per i dettagli contattatemi in privato oppure fate un giro sul sito ufficiale :-)
Tuttavia gli aficionados già sanno tutto, speriamo solo di attestarci sulla solita media dei 35 partecipanti (o magari di più).

Allungo il brodo dell'OffTopic anche per rendere pubblica la nuova veste del nostro sito aziendale: che ne pensate? E' un concept (volutamente anacronistico nelle scelte tecniche) giunto al termine di molte riflessioni... e sostituisce il vecchio work-in-progress che per un motivo o per un altro restò on-line per oltre due anni...
Questo è il link.

Chiudo il messaggio promozionale (magari lo ripeterò nei prossimi post) e ripasso la palla al "man in black".
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#6    25 Gennaio 2007 - 11:36
 
Penso proprio che partecipero' al toto-oscar!!Sono stato anche su ATWEB..e' molto carina l'idea di mettere quelle foto retro'..
Quanto a Cash debbo dire che l'ho sempre sentito un po' distrattamente, ma credo che in virtu' anche delle tue "sollecitazioni" spendero' un po' del mio tempo per colmare le mie lacune su questo grande mito..
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#7    25 Gennaio 2007 - 12:17
 
parteciperò anche io, con un solo obiettivo: fare 0 punti!
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#8    25 Gennaio 2007 - 12:51
 
Amore nato grazie alla grandissima interpretazione di "Giocchino Fenice", sviscerato insieme a country...mitizzato!!!

grazie Johnny
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#9    25 Gennaio 2007 - 14:04
 
Caro Country, rimango sull'O.T. per dirti il mio parere sul sito web dell'atweb.
L'idea dell'anacronismo è ottima ed anche le soluzioni stilistiche, ti mando un'email dove ti dico una cosa a riguardo.

Su Cash ho poco da dire per ignoranza personale.

Ciao
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#10    25 Gennaio 2007 - 16:11
 
O.T.: E vai! Il mitico Totooscar! Stavolta sarà mia la vittoria! E non ci provate neanche!
Sempre più storico ormai, l'unico appuntamento che, nonostante tutto, non può essere saltato. Sono fiero di essere uno dei membri fondatori!

Tra l'altro sono felicissimo per le nominations prese da IL LABIRINTO DEL FAUNO!

Tornando a bomba su Giovanni Contante...pian pianino allargherò la mia cultura sulla pentalogia, per ora mi limito ad osannare i due capitoli che posseggo.

IL QUARTO VOLUME è una sorta di Greatest Hits del rock e del country, c'è proprio tutto, e la cosa impressionante è il modo in cui Cash riesce a confrontarsi con gli altri mostri sacri: in una maniera tutta particolare, riesce nel'intento di tenere intatto il cuore delle canzoni ma allo stesso tempo di non cedere neanche un millimetro rispetto alla sua anima, ai suoi intenti, alla sua visione musicale. Per questo è possibile ascoltare, ad esempio, PERSONAL JESUS (che ha reso celebri i Depeche Mode) e pensare che si, non c'è dubbio, questa è una canzone di Cash, punto. Di chi altri può essere?
Così è per tutto il resto (un po' meno, a mio avviso, solo per In My Life, dove l'assenza della doppia voce e la povertà dell'arrangiamento si fanno un tantino, giusto un tantino, sentire).
E poi, diciamolo, l'album sarebbe potuto terminare anche dopo i primi due capolavori!

L'ULTIMO VOLUME secondo me ha la stessa importanza, forse una intensità ancora maggiore ma resta meno universale del precedente. E' un gioiello che Cah ha voluto regalare ai suoi fan, quelli di vecchia data, e quelli conquistati nella nuova avventura con Rubin, prima di lasciarci.
La cover del Boss secondo me spicca su tutte, anche in questo caso, in maniera misteriosa, l'Uomo In Nero è riuscito a ridare nuova linfa al brano, costringendo noi Springsteeniani ad andarcelo a rispulciare, ricantare, rivalutare. Ora quando il brano parte fra le note di The Rising, non ci sono santi, ha un altro sapore!
Poi una manciata di parimerito, roba da far accapponare la pelle: Help Me, Rose Of My Heart, On The Evening Train e If You Could Read My Mind.

"HELLO, I'M JOHNNY CASH!"
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#11    25 Gennaio 2007 - 23:37
 
Pinuxbussu: Assolutamente tutto straverissimo. Sottoscrivo 10, 100, 1000 volte.

murx: Grazie per l'apprezzamento e per la fiducia: Cash ti piacerà, ne sono convinto!

PrinceOfSerimia: Fino ad ora non c'è mai riuscito nessuno!

superginaaaa: Phoenix in WALK THE LINE ci regala una delle 10 più belle performance del decennio. Assolutamente.

sarak: Ti ringrazio molto. Ho ricevuto la tua mail e devo dire che l'antichizzazione che hai fatto è perfetta (io insisto: tenta la via del grafico!). In relazione al nostro sito, le foto erano già così, non le abbiamo nemmeno desaturate... e pensavamo che un ulteriore "invecchiamento" poteva dare loro un aspetto "vintage" che poco si addiceva cmq all'ossatura generale... e quindi ci siamo mantenuti nel mezzo... ma il tuo lavoro su quella foto è indubbiamente molto buono.

babylon78: A punti:
1) Il totoOscar anche stavolta ha rischiato brutto... alla fine mi sono sforzato di farlo solo ed unicamente per il discorso della tradizione, ma ho avuto una crisi come quella di 3-4 anni fa.
2) Su FIRST TIME ti appoggio in pieno; fra l'altro ricordo ancora benissimo le sensazioni del primo ascolto (sulla strada delle "finte" terme di San Calogero!)
3) AMERICAN IV: E' di certo il più universale, e di certo contiene l'attacco più formidabile. Sono d'accordo su IN MY LIFE come gia ebbi modo di dirti. La "personalizzazione" dei pezzi è quello che più impressiona di questa pentalogia: lo stesso Trent Reznor disse "ormai Hurt non mi appartiene più, è un pezzo di Johnnu Cash".
4) AMERICAN V: Alla lunga è forse il disco più struggente e commovente tra tutti quelli che posseggo (e sono tanti!); anche in questo caso sottoscrivo su tutta la linea i titoli che hai citato... con quella IF YOU COULD READ MY MIND che è, diciamolo, inascoltabile per la sua intima sofferenza: pensa al man in black dei '60 e poi risenti quel pezzo... ti mette al tappeto.
Un Capolavoro assoluto, un gioiello - esatto - inestimabile.

HELLO, I'M JOHNNY CASH!
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#12    26 Gennaio 2007 - 07:44
 
mi piacerebbe partecipare al totooscar, ma conoscendomi finirei per votare i miei film preferiti, che poi sono quelli che non si portano a casa manco una statuetta...(ad esempio darei una vagonata di oscar a Little Miss Sunshine, ma ho la netta sensazione che se ne tornerà a casa a mani vuote)...vabbè, mi prendo qualche giorno per decidere...
saluti
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#13    26 Gennaio 2007 - 12:09
 
Little Miss Sunshine vado a vederlo domani, ma ho già la sensazione che almeno una statuetta se la prenderà
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#14    29 Gennaio 2007 - 10:36
 
Country : Carissimo, figurati... e grazie a te per avermi dato la possibilità di parlare liberamente e con sincero trasporto di Johnny Cash.
Sai a volte diventa difficile riuscire ad "ammettere" quanto possa essere importante un artista, un film o una canzone per ognuno di noi, come se dovessimo sempre restare vincolati a qualcosa di banalmente "normale" o superficialmente concreto; beh noi non siamo così e questo è un luogo dove ci si può lasciare andare.Quindi torno a ripetere, grazie a te e sono contento che ti sia piaciuto molto il mio scritto, fatto col cuore in mano e con annessa " pelle da gaglinacc' " ahahah.
Per quanto riguarda gli album , oltre ad avere quasi una venerazione per tutti e 5 i lavori : sono daccordo con te e babylon nel definire " The man Comes Around" l'album più universale... e forse, allo stesso tempo, più intimista, aggiungerei: capolavoro. Sicuramente il mio preferito, seguito a ruota dal II e dal V che regalano emozioni a non finire e ci donano un uomo in nero sempre in grado di commuoverci e di raccontarci le sue storie intime con inarrivabile trasporto.

Sarak: Little Miss Sunshine è un film veramente molto carino, scritto molto bene ,con interpreti azzeccatissimi: ti fa ridere sinceramente ma ti lascia anche un pò di amaro in bocca. Ce ne fossero sempre di film così in giro! Penso anche io e ,a dire il vero, spero... che porti a casa qualche statuetta.
Saluti Jim Stark
utente anonimo

#15    29 Gennaio 2007 - 18:38
 
Jim Stark: Beh, non mi devi ringraziare: sono felice che il post ti abbia scatenato la pulsione a scrivere così passionalmente del "man in black".
Del resto tutto quello che riguarda Cash è stato sempre avvolto nel fuoco.
Sul IV è fuori discussione argomentare, sarebbe una partita persa... tuttavia, a parte il II (che adoro oltre misura), credo che il mio preferito sia proprio il congedo finale, questo AMERICAN V che davvero annienta ogni possibilità di commento e/o discussione.
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