HONG KONG EXPRESS (1994)
IN THE MOOD FOR LOVE (2000)
2046 (2004)
IN THE MOOD FOR LOVE (2000)
2046 (2004)

La quarta puntata del mio personale approfondimento sulla “cinematografia-occhi a mandorla” fa tappa ad Hong Kong… e trova il più raffinato ed elegante dei cineasti contemporanei, Wong Kar-wai: applausi, please.
Anche per chi ancora non lo conosce: tanto applaudirà dopo, quindi meglio prepararsi.
Come non spellarsi le mani durante i virtuosistici “stop-motion” (con tango argentino) di In the mood for love?
E come non rendere la vita difficile al proprio lettore dvd imponendogli a ripetizione di imprimere il fermo immagine per ammirare le stratosferiche inquadrature di 2046?
Dipinti da fissare per ore, altro che semplici fotogrammi da impilare di fila.
Una tale cura nello studio della fotografia che rende chiara, ancora una volta, la differenza tra un grandissimo regista (nel senso più stretto del termine) ed un seppur bravo film-maker che magari riesce a creare storie bellissime ed avvincenti ma è privo di quella caratura e di quella classe che dovrebbe rendere giustizia ad un mestiere sempre più difficile.
In questo contesto (quello di regia pura – ma inteso anche come capacità di tenere in pugno saldamente e con esiti trionfali la direzione degli attori [Indicazioni terapeutiche per chi ancora crede che in Oriente non si sappia recitare: vedere In the mood for love e poi cospargersi il capo di cenere]), Kar-wai Wong è forse il regista più capace, a mio giudizio, di quella parte di mondo.
E’ davvero difficile non restare folgorati di fronte al suo stile fiammeggiante ed infuocato, anche perché, ed è questo il definitivo asso nella manica, è proprio la passione che “straborda” da ogni singolo sguardo dei suoi attori (ma anche – chiaramente – della sua macchina da presa) a rendere struggente e catartico ogni film del cinese-naturalizzato-hongkonghese Wong.
In sostanza, lo stile al servizio del cuore.
Ed è un cuore che travalica ogni confine (soprattutto quello temporale), una passione intensa ed incontenibile, un amore sempre inafferrabile e mai realmente compiuto (eppure vivo di una luce propria così splendente da far impallidire le convenzioni – qualcuno ricorda il finale di Quel che resta del giorno?): cosa fare quando i nostri sentimenti sono sempre in anticipo o in ritardo rispetto agli “appuntamenti del cuore”?
E quando ci si rende conto del valore di una perdita irrimediabile?
E’ possibile trovare l’anelato sollievo in un limbo di dolce malinconia?
Le annose questioni poste da un innamorato dell’amore (quale è Wong) si riversano in una narrativa meravigliosa e ricchissima di poesia e classe cristallina: film per chi ancora crede che le ragioni del cuore siano la cosa più importante per la quale vivere.
Ho gia pubblicato:
Chan-wook Park
Ki-duk Kim
Takeshi Kitano
E il prossimo sarà:
John Woo







