Ieri – Ore 11:00
Decido che è ora di alzarmi dal letto, e mi preparo nel migliore dei modi alle 36 ore che mi aspettano mettendo su The River e ballando sul sax di Sherry Darling…
Ieri – Ore 14:00
Digerisco il consueto lauto pasto domenicale dando fondo a 80 pagine del crepuscolare e plumbeo Buick 8, ennesima opera sottovalutata del Re di Bangor.
Giusto un modo per distrarmi, ma si parla anche della Pittsburgh di fine ’70: e c’è tutto Springsteen anche lì dentro.
Ieri – Ore 17:40
Io e Babylon, col quale condividiamo da 30 anni un mare di “ragioni per cui credere”, approfittiamo di un passaggio in macchina per la Capitale d’Italia. Il viaggio dura 3 ore, il triplo del previsto, per interminabili code sull’A1 e sulla Casilina...
Ieri – Ore 21:30
Noi due assieme a Gianni e Jim Stark rendiamo grazie ad un notevole coniglio arrosto, ad un paio di bottiglie di vino, ad un Rhum dominicano e agli immancabili Robustos importati direttamente dal Sud America.
Ieri – Ore 23:55
Le prime inquietanti notizie sull’andamento della coda ci arrivano per telefono: è il momento di andare, ogni minuto in più è prezioso.
Oggi – Ore 00.25
Bruciando sistematicamente tutti i semafori l’A.t.a.c. notturno ci lascia in Largo di Torre Argentina, giusto davanti alla Feltrinelli, le quali vetrine rifletteranno le nostre già stanche sagome per 9 ore.
Oggi – Ore 00.30
Ci affrettiamo a segnare i nostri nomi sulla lista: Babylon è 66°, io 71°.
Il 28 Novembre al Datch Forum di Milano Bruce Springsteen terrà un concerto con i compagni della vita, la sua E-Street Band.
Non vengono dal 2003, l’anno in cui suonarono per promuovere l’appena uscito The Rising, uno dei Capolavori americani di questo decennio.
Springsteen dal vivo è Springsteen dal vivo: non c’è e non c’è mai stato nessun performer come lui.
E mai ci sarà; chi lo ha visto sa, chi non lo ha visto può leggere questo.
Gli organizzatori di questo evento sono individui inqualificabili, una ridicola congrega di cialtroni denominata Barley Arts: hanno deciso che in tutto il Lazio ci saranno solo 150 biglietti disponibili.
E sono tutti lì, alla Feltrinelli di Torre Argentina.
E ogni persona può prendere al massimo due tagliandi.
E Babylon è 66° in lista, quindi può prendere il 132° e il 133° ticket.
Ed io sono 71°, quindi ho garantito il 142° e il 143°.
E quindi ci siamo dentro: fottiti Barley Arts, abbiamo vinto noi!
Ci abbracciamo; è l’istante più bello di queste 36 ore senza sonno.
Adesso non ci resta che aspettare.
Nove ore e mezza sotto il cielo nero di Roma.
Oggi – Ore 01.00
Primo appello: chi c’è c’è, chi manca viene depennato; è la giusta e ferrea regola delle code.
Abbiamo un paio d’ore prima del successivo appello: prima che Jim Stark si congedi da noi abbiamo il tempo di brindare in un Irish Pub poco distante dal quartier generale.
Poi restiamo in due, ed un centinaio di veri springsteeniani.
Oggi – Ore 03.00
Secondo appello: arrivano i primi forfait, e contestualmente si fanno vivi nuovi pretendenti alla lista.
E’ già tardi, ragazzi…
Il break prima della successiva adunata lo occupiamo tra il Pantheon, l’inarrivabile Piazza Navona, Campo de’ Fiori.
Oggi – Ore 05:00
Terzo appello: ancora qualche rinuncia.
Da adesso in poi le chiamate ci saranno ogni ora.
Cerchiamo di mantenerci svegli con caffè e saccottino, nel frattempo si parla delle solite-cose-importanti e ci si proietta con la mente al 28 novembre.
Siamo qui per Bruce Springsteen.
E siamo forse i più giovani; a occhio l’età media pare assestarsi sui 35/40 anni, ma il vero leone è un signore di oltre 65 anni che ha tenuto testa a tutti arrivando fresco come una rosa all’alba.
E il pensiero corre alle persone che sono cresciute con Bruce, un po’ in tutto il mondo ma soprattutto negli States; tutte le persone alle quali il Boss ha regalato mille ragioni per cui continuare a credere.
Legioni di cuori cresciute insieme, maturate giorno dopo giorno, avviluppate da un senso comune di amore e affetto nei confronti di un uomo che li ha tenuti per mano, nel corso del tempo.
Ma lo sguardo si posa anche sui testimoni di San Siro ’85, la prima immortale apparizione di Springsteen sul suolo italico: uno di quei ricordi da inserire nel Greatest Hits della vita.
Oggi – Ore 06:00
Quarto appello, ormai le posizioni in lista appaiono definite: è abbastanza improbabile che qualcuno vada via proprio adesso.
In virtù dei precedenti forfait, anche le nostre numerazioni subiscono un cambiamento: Babylon diventa il 62°, io il 67°.
Per rendere definitiva la numerazione, tutti e 75 (ovverosia quelli che hanno il biglietto assicurato - ma anche qualche speranzoso nuovo arrivato) provvediamo a “marchiarci” con un pennarello rosso il dorso delle mani con i numeri.
Uni-Posca indelebile: ho ancora il numero sulla mano destra.
Oggi – Ore 07:00
Quinto appello: adesso che è quasi finita comincia a diventare davvero dura.
Come sempre, del resto.
Fai mille chilometri ma ti accasci negli ultimi 20 metri.
Proviamo, dopo esser stati praticamente sempre in piedi o accovacciati, a distenderci su un marmo di Torre Argentina: io resisto 3 minuti netti.
E’ l’alba ormai.
Oggi – Ore 08:00
Sesto appello.
Vengo avvicinato da un assurdo soggetto: un individuo sui 75 a metà via tra Umberto Eco e Sean Connery.
E’ tedesco ed ha una pessima considerazione degli italiani.
Apre il suo Corriere della Sera e comincia una lunga farneticazione sull’equità dell’Olocausto e sul fatto che gli ebrei abbiano meritato quel che c’è stato.
Poi collega il tutto a Pavarotti e a Bono (che, sottolinea, “è irlandese”), quindi fa dei riferimenti sul figlio avvocato che ha studiato a Praga, e sui suoi tentativi giovanili di approcciarsi al pianoforte.
Poi inizia a farmi domande personali.
Sono davvero troppo stanco, anche per stendere al suolo un stronzo vecchio nazista, e quindi me ne vado lasciandolo ai suoi sogni ariani.
Oggi – Ore 08:45
Settimo ed ultimo appello: facciamo una prova di coda e cerchiamo di sistemarci nel migliore dei modi per favorire il deflusso delle persone nel negozio.
Oggi – Ore 09:00
Apre La Feltrinelli.
Ma il box-office ancora no, manca l’impiegato addetto che arriverà successivamente.
Intanto arriva la conferma dei 150 biglietti disponibili (anche se alla fine pare ne siano usciti anche 10 in surplus) e l’inquietante disposizione dei posti: i primi 40 della lista potranno prendere il parterre, tutti gli altri (e quindi anche noi) dovranno accontentarsi del secondo anello…
A morte Barley Arts.
Magari insieme al vecchio nazista.
Oggi – Ore 09:30
Arriva l’addetto di cui sopra: è finita l’attesa, comincia la vendita dei biglietti…
Oggi – Ore 09:50
Decido che è ora di alzarmi dal letto, e mi preparo nel migliore dei modi alle 36 ore che mi aspettano mettendo su The River e ballando sul sax di Sherry Darling…
Ieri – Ore 14:00
Digerisco il consueto lauto pasto domenicale dando fondo a 80 pagine del crepuscolare e plumbeo Buick 8, ennesima opera sottovalutata del Re di Bangor.
Giusto un modo per distrarmi, ma si parla anche della Pittsburgh di fine ’70: e c’è tutto Springsteen anche lì dentro.
Ieri – Ore 17:40
Io e Babylon, col quale condividiamo da 30 anni un mare di “ragioni per cui credere”, approfittiamo di un passaggio in macchina per la Capitale d’Italia. Il viaggio dura 3 ore, il triplo del previsto, per interminabili code sull’A1 e sulla Casilina...
Ieri – Ore 21:30
Noi due assieme a Gianni e Jim Stark rendiamo grazie ad un notevole coniglio arrosto, ad un paio di bottiglie di vino, ad un Rhum dominicano e agli immancabili Robustos importati direttamente dal Sud America.
Ieri – Ore 23:55
Le prime inquietanti notizie sull’andamento della coda ci arrivano per telefono: è il momento di andare, ogni minuto in più è prezioso.
Oggi – Ore 00.25
Bruciando sistematicamente tutti i semafori l’A.t.a.c. notturno ci lascia in Largo di Torre Argentina, giusto davanti alla Feltrinelli, le quali vetrine rifletteranno le nostre già stanche sagome per 9 ore.
Oggi – Ore 00.30
Ci affrettiamo a segnare i nostri nomi sulla lista: Babylon è 66°, io 71°.
Il 28 Novembre al Datch Forum di Milano Bruce Springsteen terrà un concerto con i compagni della vita, la sua E-Street Band.
Non vengono dal 2003, l’anno in cui suonarono per promuovere l’appena uscito The Rising, uno dei Capolavori americani di questo decennio.
Springsteen dal vivo è Springsteen dal vivo: non c’è e non c’è mai stato nessun performer come lui.
E mai ci sarà; chi lo ha visto sa, chi non lo ha visto può leggere questo.
Gli organizzatori di questo evento sono individui inqualificabili, una ridicola congrega di cialtroni denominata Barley Arts: hanno deciso che in tutto il Lazio ci saranno solo 150 biglietti disponibili.
E sono tutti lì, alla Feltrinelli di Torre Argentina.
E ogni persona può prendere al massimo due tagliandi.
E Babylon è 66° in lista, quindi può prendere il 132° e il 133° ticket.
Ed io sono 71°, quindi ho garantito il 142° e il 143°.
E quindi ci siamo dentro: fottiti Barley Arts, abbiamo vinto noi!
Ci abbracciamo; è l’istante più bello di queste 36 ore senza sonno.
Adesso non ci resta che aspettare.
Nove ore e mezza sotto il cielo nero di Roma.
Oggi – Ore 01.00
Primo appello: chi c’è c’è, chi manca viene depennato; è la giusta e ferrea regola delle code.
Abbiamo un paio d’ore prima del successivo appello: prima che Jim Stark si congedi da noi abbiamo il tempo di brindare in un Irish Pub poco distante dal quartier generale.
Poi restiamo in due, ed un centinaio di veri springsteeniani.
Oggi – Ore 03.00
Secondo appello: arrivano i primi forfait, e contestualmente si fanno vivi nuovi pretendenti alla lista.
E’ già tardi, ragazzi…
Il break prima della successiva adunata lo occupiamo tra il Pantheon, l’inarrivabile Piazza Navona, Campo de’ Fiori.
Oggi – Ore 05:00
Terzo appello: ancora qualche rinuncia.
Da adesso in poi le chiamate ci saranno ogni ora.
Cerchiamo di mantenerci svegli con caffè e saccottino, nel frattempo si parla delle solite-cose-importanti e ci si proietta con la mente al 28 novembre.
Siamo qui per Bruce Springsteen.
E siamo forse i più giovani; a occhio l’età media pare assestarsi sui 35/40 anni, ma il vero leone è un signore di oltre 65 anni che ha tenuto testa a tutti arrivando fresco come una rosa all’alba.
E il pensiero corre alle persone che sono cresciute con Bruce, un po’ in tutto il mondo ma soprattutto negli States; tutte le persone alle quali il Boss ha regalato mille ragioni per cui continuare a credere.
Legioni di cuori cresciute insieme, maturate giorno dopo giorno, avviluppate da un senso comune di amore e affetto nei confronti di un uomo che li ha tenuti per mano, nel corso del tempo.
Ma lo sguardo si posa anche sui testimoni di San Siro ’85, la prima immortale apparizione di Springsteen sul suolo italico: uno di quei ricordi da inserire nel Greatest Hits della vita.
Oggi – Ore 06:00
Quarto appello, ormai le posizioni in lista appaiono definite: è abbastanza improbabile che qualcuno vada via proprio adesso.
In virtù dei precedenti forfait, anche le nostre numerazioni subiscono un cambiamento: Babylon diventa il 62°, io il 67°.
Per rendere definitiva la numerazione, tutti e 75 (ovverosia quelli che hanno il biglietto assicurato - ma anche qualche speranzoso nuovo arrivato) provvediamo a “marchiarci” con un pennarello rosso il dorso delle mani con i numeri.
Uni-Posca indelebile: ho ancora il numero sulla mano destra.
Oggi – Ore 07:00
Quinto appello: adesso che è quasi finita comincia a diventare davvero dura.
Come sempre, del resto.
Fai mille chilometri ma ti accasci negli ultimi 20 metri.
Proviamo, dopo esser stati praticamente sempre in piedi o accovacciati, a distenderci su un marmo di Torre Argentina: io resisto 3 minuti netti.
E’ l’alba ormai.
Oggi – Ore 08:00
Sesto appello.
Vengo avvicinato da un assurdo soggetto: un individuo sui 75 a metà via tra Umberto Eco e Sean Connery.
E’ tedesco ed ha una pessima considerazione degli italiani.
Apre il suo Corriere della Sera e comincia una lunga farneticazione sull’equità dell’Olocausto e sul fatto che gli ebrei abbiano meritato quel che c’è stato.
Poi collega il tutto a Pavarotti e a Bono (che, sottolinea, “è irlandese”), quindi fa dei riferimenti sul figlio avvocato che ha studiato a Praga, e sui suoi tentativi giovanili di approcciarsi al pianoforte.
Poi inizia a farmi domande personali.
Sono davvero troppo stanco, anche per stendere al suolo un stronzo vecchio nazista, e quindi me ne vado lasciandolo ai suoi sogni ariani.
Oggi – Ore 08:45
Settimo ed ultimo appello: facciamo una prova di coda e cerchiamo di sistemarci nel migliore dei modi per favorire il deflusso delle persone nel negozio.
Oggi – Ore 09:00
Apre La Feltrinelli.
Ma il box-office ancora no, manca l’impiegato addetto che arriverà successivamente.
Intanto arriva la conferma dei 150 biglietti disponibili (anche se alla fine pare ne siano usciti anche 10 in surplus) e l’inquietante disposizione dei posti: i primi 40 della lista potranno prendere il parterre, tutti gli altri (e quindi anche noi) dovranno accontentarsi del secondo anello…
A morte Barley Arts.
Magari insieme al vecchio nazista.
Oggi – Ore 09:30
Arriva l’addetto di cui sopra: è finita l’attesa, comincia la vendita dei biglietti…
Oggi – Ore 09:50

Oggi – Ore 10:00
E’ un sogno diventato realtà e conquistato a denti stretti, ma siamo troppo stanchi anche per esultare.
Ci tuffiamo in un bar per un cappuccino e poi Babylon mi accompagna a Termini.
Oggi – Ore 12:20
Parte il regionale per Frosinone; ho il biglietto per Bruce in tasca, ma ancora non mi capacito.
Oggi – Ore 13:45
Arrivo a Frosinone, ma ho lasciato la macchina da me… quindi sono costretto a farmi 3 km e mezzo a piedi per arrivare a casa e pranzare.
Oggi – Ore 14:40
Sono in ufficio, comincio a lavorare...
Oggi – Ore 17:00
Riunione importante a Ripi con il commercialista: dopo 6 anni chiudo la ditta individuale; apriamo una S.a.s.
Al ritorno a Frosinone tengo a malapena gli occhi aperti mentre guido: ancora un secondo in più a quella curva e adesso vi sareste risparmiati questo logorroico resoconto.
Oggi – Ore 19:00
Chiudo l’ufficio e torno a casa.
Ceno e comincio a scrivere questo diario.
Adesso
Pubblico il nuovo post, questo.
Sono passate 36 ore dai balli su Sherry Darling: è ora di interrompere la veglia.....
E’ un sogno diventato realtà e conquistato a denti stretti, ma siamo troppo stanchi anche per esultare.
Ci tuffiamo in un bar per un cappuccino e poi Babylon mi accompagna a Termini.
Oggi – Ore 12:20
Parte il regionale per Frosinone; ho il biglietto per Bruce in tasca, ma ancora non mi capacito.
Oggi – Ore 13:45
Arrivo a Frosinone, ma ho lasciato la macchina da me… quindi sono costretto a farmi 3 km e mezzo a piedi per arrivare a casa e pranzare.
Oggi – Ore 14:40
Sono in ufficio, comincio a lavorare...
Oggi – Ore 17:00
Riunione importante a Ripi con il commercialista: dopo 6 anni chiudo la ditta individuale; apriamo una S.a.s.
Al ritorno a Frosinone tengo a malapena gli occhi aperti mentre guido: ancora un secondo in più a quella curva e adesso vi sareste risparmiati questo logorroico resoconto.
Oggi – Ore 19:00
Chiudo l’ufficio e torno a casa.
Ceno e comincio a scrivere questo diario.
Adesso
Pubblico il nuovo post, questo.
Sono passate 36 ore dai balli su Sherry Darling: è ora di interrompere la veglia.....







