domenica, 28 ottobre 2007
Sea change (Beck, 2002)

beck_7975


















Beck
rallenta, si ferma, alza gli occhi al cielo.
Winona è andata, il funky è andato, la generazione X è andata.
La fama è una chimera, gli inni durano un’estate, le mode si avvitano sui pioli del tempo.
Resta la chitarra, acustica; resta l’America, quella dei padri; resta Neil Young e Nick Drake; resta l’amore.
L’amore resta sempre.

E questa è una delle più belle soprese del decennio.
postato da: countryfeedback alle ore 13:04 | commenti (19)
Commenti
#1    29 Ottobre 2007 - 10:19
 
Ecco Beck è quello che mi ha riempito di più il vuoto lasciato da David Bowie post-Outside.
Non è questione disomiglianza di suoni ma di somiglianza di intelletti, di apertura mentale, di voglia di cambiare e di rischiare, di gusto.
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#2    29 Ottobre 2007 - 12:33
 
beh, parli di un album davvero bello, con vere e pror¡prie perle, tipo Lost cause...poveeraccio, lasciato da winona che poi s'è data ai supermercati...:)
cmq, mi sa che ormai è una costante che artisti che si ritrovano a fare i loro album piu personali, piu intimisti, arrivano spesso a sfiorare il capolavoro.

Pinux
utente anonimo

#3    29 Ottobre 2007 - 16:14
 
Young e Drake... wow!...
E che bella conclusione!

L
O
V
E

P
E
A
C
E

;)
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#4    29 Ottobre 2007 - 17:29
 
bel disco.
personalmente, rimanendo sul Beck acustico, ho amato di più "mutation", non per qualità (a mio parere si equivalgono) ma solo per puro gusto personale.

Però in generale il Beck "vero" è quello dei primi due album major, lì era genio puro.
Sfido chiunque a negare che
"I'm a loser baby why don't you kill me?" non sia uno dei ritornelli più geniali di sempre.
Io volevo farmi una maglietta con questa scritta!!!
Zoost.
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#5    29 Ottobre 2007 - 23:38
 
diamonddog: Ed è proprio per queste caratteristiche che Beck dovrebbe essere stimato a priori; sempre in bilico, pronto a giocarsi tutto, ma senza sacrificare la qualità per una sfrenata e vacua ricerca di eclettismo.

Pinux: Eh già, pare sia una specie di legge naturale.
LOST CAUSE è uno dei vertici comunque, anche se preferisco THE GOLDEN AGE e, per motivi squisitamente personali, GUESS I'M DOING FINE.

crazymary78: Eheheheh!!! Always!

Zoostation: Sono d'accordo con te nel considerare MELLOW GOLD il vero simbolo della genialità di Mr. Hansen, anche perchè senza quel gioiello adesso non staremmo qui a parlarne.
Ma io penso che SEA CHANGE, il lavoro della maturità, sia quello che alla lunga resterà di più.
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#6    01 Novembre 2007 - 18:19
 
Non ho molto tempo per elaborare una risposta per quello che è ,anche secondo me, uno dei dischi più belli del decennio. Trovo solamente il tempo di sottoscrivere che " La fama è una chimera, gli inni durano un’estate, le mode si avvitano sui pioli del tempo"... tutto passa "nel bene e nel male" ma... l'amore resta!
Saluti Jim Stark.
utente anonimo

#7    01 Novembre 2007 - 19:43
 
Beck lo conosco poco ma quel poco mi paice molto. Se mi citi Drake mi tocca procurami l'album!
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#8    02 Novembre 2007 - 00:10
 
Jim Stark: Se non vado errato forse non abbiamo mai discusso di questo album di persona... ma non so perchè ero convinto che fosse anche un tuo mito.
Io l'ho scoperto un anno dopo la sua uscita (e quindi nel 2003) e mi ricordo benissimo che in quel periodo lo ascoltai più spesso dell'appena sfornato HAIL TO THE THIEF.
Insomma.... è tutto dire!

Edooo: Beh, almeno in questo disco Drake è presente eccome.
Fammi sapere allora!
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#9    02 Novembre 2007 - 01:33
 
Io ADORO Beck. Voglio dire, lo ADORO.

Dopo il punk, il post-punk, la new-wave, il grunge, è rimasto solo lui. Ogni volta riesce a stupirmi e sorprendermi.

Questo disco, in particolare, l'ho comprato tardi, e me ne sono innamorata un anno dopo averlo comprato.

Lode a Beck, nei secoli dei secoli.
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#10    02 Novembre 2007 - 02:31
 
L'ho avuto fra i miei cd per 3 anni prima di immergermi DAVVERO in questo capolavoro.
Che coglione...
E' uno dei dischi più caldi, avvolgenti, estremi degli ultimi anni. E' un album triste, che nella tristezza e nella malinconia però si esalta, senza precipitarvi in un volo sterile, senza ritorno.
Ha una sorta di quiete dentro, come per qualcosa di perso davvero, per sempre, qualcosa di bello e forse irripetibile, ma non indispensabile (se può essere, un minimo, di conforto...).
Sea Change è il titolo perfetto. Ogni volta che partono quelle note 'acquatiche' infatti, sembra di immergersi in mare al crepuscolo, poco prima del tramonto. Nell'attimo in cui tutto è fermo, placido, ed entrare in acqua ci da un conforto dolce irripetibile.
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#11    02 Novembre 2007 - 22:45
 
Cattivissima: Lode a lui, davvero un geniaccio, uno che ha sempre una carta nel mazzo per vincere la mano.
E benvenuta su queste pagine!

babylon78: Ohhh!! Finalmente! Come ti dicevo in continuazione, era IMPOSSIBILE che un disco del genere non riusciva a bucarti.
Il senso del titolo è molto simile alle sensazioni che mi evoca quando ci penso...
Un disco doloroso cmq, l'unico di Beck in tal senso; per me il miglior lavoro acustico del decennio (dopo la serie AMERICAN di Johnny, ovviamente).
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#12    03 Novembre 2007 - 01:47
 
È uscito il nuovo numero di Superga Cinema (dedicato alla festa del cinema di roma), passa a trovarci… ci farebbe molto piacere!
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#13    03 Novembre 2007 - 11:58
 
Anche io preferisco Mutations, ma la differenza tra quei due dischi è tutta nell'anima.
Qua Beck non si è risparmiato niente, ha messo dentro tutto quello che aveva, si è raccontato senza filtri. Per la prima e unica volta si è allontanato dalla sicurezza del nonsense e del cazzeggio. Questo è lui.
E secondo me la sua carriera vera è finita con questo disco. Poi ha cominciato a fare Beck che fa Beck. Aveva già dato tutto con queste canzoni
utente anonimo

#14    04 Novembre 2007 - 01:22
 
Country: grazie! Sono contenta di essere capitata su questo blog.

Considerato che non amo molto il folk rock, immagina la mia sorpresa quando "Mutations" è diventato uno dei miei dischi preferiti per almeno un paio di anni. Ricordo lunghi pomeriggi passati ad ascoltarlo...

A dire il vero, non ho più molta voglia di ascoltare cose nuove, bensì di riscoprire i grandi della musica, che ora suonano quasi "nuovi" alle mie orecchie: il blues dei Rolling Stones, gli Area, Bob Dylan. Come i vecchi film che - visti da adulti - assumono un nuovo significato (oddio, forse sono andata fuori tema...)

DiamondDog: anche io sono una grande fan del Duca Bianco, e trovo interessante il tuo parallelo fra Bowie e Beck.
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#15    04 Novembre 2007 - 02:02
 
E' da parecchio tempo che latito le pagine di questo blog in veste di 'commentatore', ma stavolta non posso tirarmi indietro.
Ho quasi da subito considerato Sea Change un Capolavoro; mi ha stregato fin dai primi ascolti.
Negli anni della musica di rapido consumo (e repentina scomparsa), Beck ha sfornato un disco di altri tempi, lento e penetrante fino allo sfinimento, che si lascia ascoltare in un fiato e che ancora non manco di mettere su con infinito piacere.
Un lavoro che sono certo resterà, anche per il suo essere atipico nella produzione di Beck: una vera perla di ispirazione che è tributo ai Grandi del genere, ma anche dimostrazione che è ancora possibile comunicare certe emozioni con gusto e semplicità.

Gianni
utente anonimo

#16    04 Novembre 2007 - 12:45
 
CinemaSuperga: Verrò senza dubbio, grazie dell'invito!

anonimo #13: Sono d'accordo; sia sul fatto che questa è la sua anima e non ha avuto paura di metterla a nudo, sia sul fatto da quel momento in poi ha iniziato a replicare quanto già aveva dimostrato in precedenza.

Cattivissima: Figurati, sei la benvenuta!
Cmq, il cuore che c'è in questo disco credo sia capace di abbattere anche le barriere di genere: un lavoro ispiratissimo e denso di emozioni.
Sul discorso dei "grandi", mi trovi in parte d'accordo; le pietre miliari di un tempo hanno dalla loro parte la loro innegabile bellezza e una sorta di sacro fuoco che rimane vivo ad ogni ascolto... ma fortunatamente in questo 2007 (tanto per parlare anche del presente) ci sono stati davvero dei bellissimi dischi (dei quali parlerò a breve su queste pagine) che meritano sul serio.

Gianni: In effetti era un pò che non ti si vedeva da queste parti, ma stavolta ero convinto di trovarti poichè mi ricordavo bene della tua profonda ammirazione per questo Capolavoro.
Come sempre impeccabile la tua disamina: un lavoro che si prende tutta la "calma necessaria" (e suona anche un pò come un ossimoro se pensiamo agli standard artistici di Beck) ed arriva in fondo al cuore.
Vorrei infine spendere anche due parole sulla cristallina produzione di Nigel Goldrich, che dona al disco davvero un valore aggiunto di primissimo piano.
Suoni cristallini e potenti, la mano di un maestro.
Sì, un disco che resterà, senza alcun dubbio.
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#17    04 Novembre 2007 - 13:50
 
Grazie Country del consiglio. Sono 3 giorni che lo ascolto ininterrottamente! Mi sono innamorato di Lost cause.
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#18    05 Novembre 2007 - 20:14
 
Edooo: Ottimo, ne sono felice!
LOST CAUSE è un mito!
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#19    15 Novembre 2007 - 20:10
 
Beck + Godrich = capolavoro assicurato!
Ho consumato Sea Change e mi commuove, ancora.
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