sabato, 05 aprile 2008
Continua il viaggio nel tempo iniziato una settimana fa: eccovi la successiva cinquina.

E visto che andiamo a toccare alcuni anni importanti, prevengo eventuali “rimostranze” su presunte gravi assenze affermando quanto segue:
  • Avevo 15 anni quando esplose la musica di Seattle, ma visto che decisi di imboccare la via del metallo, me ne stavo bene alla larga da Nirvana, Screaming Trees, Alice in Chains, Soundgarden e Pearl Jam.
    Sono tutte band (e dischi) ai quali ho dedicato la mia attenzione solo in anni futuri (dopo il ’98, per intenderci) e quindi è giusto non includerli in questo revival.
  • Amavo il vero heavy-metal, quindi non troverete alcuna traccia dello street e del glam (niente Poison, Bon Jovi, Cinderella, Motley Crue…)
  • Non troverete traccia nemmeno dei Guns ‘n Roses, che ho sempre odiato con tutto il cuore reputandoli dei millantatori e dei fake; per fortuna la storia mi ha dato ragione.
  • In tempi recenti c’è stata la squallida e patetica ondata del cosiddetto Nu-Metal (processo avviato da Machine Head e Korn ma poi arrivato a Linkin Park, Slipknot, e via dicendo): ho abbandonato i sentieri del metallo nel ’98 quindi questa roba non l’ho mai presa in considerazione.
  • Infine, sebbene – ripeto – ho ascoltato davvero tutto, non ci sarà traccia nemmeno dei movimenti black e grind; nessuno è mai stato estremo come gli Slayer, che adoravo, e quindi mi bastava seguire i migliori e non degli invasati fantocci.
Metallo sì, ma di qualità!


rushRUSH
MOVING PICTURES

(1981)



I Rush sono degli eroi nazionali in Canada (anche più di Neil Young, per dirne uno) ma hanno avuto la sfortuna di essere rimasti sempre degli incompresi nel resto del mondo.
Difatti, nonostante abbiano avuto il coraggio (e la capacità) di attraversare in lungo e in largo quasi tutte le latitudini del rock ‘n roll, nella maggior parte dei casi vengono ancora etichettati soltanto come i capelloni che hanno inventato l’hard-rock progressive.
Questo è senza dubbio vero, ma ci si dimentica della loro fase elettronica degli ’80 (sperimentale e al tempo stesso sia fortemente innovativa che perfettamente calata nella realtà dell’epoca) e del rock viscerale e sanguigno prodotto dalla metà dei ’90 in poi.
18 dischi, quasi tutti di elevata qualità (con almeno 3 Capolavori riconosciuti) scritti e composti con lo spirito sempre in fuga, alla ricerca di nuove strade e soluzioni sonore; una band unica e – davvero
inimitabile.
Di questo straordinario trio (dotato di capacità tecniche stratosferiche) che è stato determinante per la mia crescita (sono stati proprio Lee, Lifeson e Peart a togliermi i paraocchi mostrandomi che c’era davvero dell’altro oltre ai chitarroni) ho scelto il manifesto Moving Pictures, quarto ed ultimo disco della loro seconda fase, immediatamente precedente alla svolta elettronica.


ironsIRON MAIDEN
PIECE OF MIND

(1983)





I frequentatori di questo blog, ma anche gli amici di nuova data (conosciuti in questo decennio, intendo dire) conoscono a menadito le mie preferenze musicali.
R.E.M., Springsteen, Radiohead, Low, Mark Lanegan, Qotsa, PJ Harvey, Cash, e avanti con gli altri nomi che cito sovente.
Quindi giungerà come una grossa sorpresa quanto segue ma, arrivato a 32 anni, non posso non riconoscere negli Iron Maiden di Steve Harris il gruppo che ha cambiato la mia vita più di qualsiasi altro.
E questa è un’ammissione che travalica i concetti di gusto e di attualità, ma è una semplice constatazione: da qui è partita ogni cosa (così come Shining mi illuminò per il cinema) e anche se davvero ormai da un decennio sono completamente al di fuori dell’universo “maideniano” (al punto di aver rinunciato a vederli nella line-up originale lo scorso anno all’Olimpico) non posso non ringraziare a vita Steve.
E’ la persona che mi ha insegnato ad amare la musica.
L’ho visto per la prima volta sul palco nel 1993 e il giorno dopo sono andato a comprarmi il basso; ecco, di aneddoti così ne ho un sacco, e magari prima o poi ne parleremo.
Detto questo, Piece of mind è come il brodo primordiale per me, e la traccia d’apertura – Where eagles dare – il mio personale “Big Bang”.


andjusticeMETALLICA
…AND JUSTICE FOR ALL

(1988)



Parlare di Hetfield e Ulrich oggi è come cercare di avallare una tesi in favore degli armamenti USA in Medio Oriente.
Lo so, me ne rendo conto.
Ma mi affido alla lunga memoria di chi ha vissuto i tempi d’oro dei four horsemen e di chi si approccia a questo argomento con la massima oggettività possibile cercando al contempo di ignorare gli ultimi 15 anni del combo californiano.
Prima di questa epoca nefasta c’erano i Metallica: la più grande ed importante band metal di tutti i tempi.
Grande perché nessuno ha raggiunto quegli apici di successo universale; importante perché nessuno ha cambiato le tendenze (non solo musicali ma anche sociali e culturali) quanto loro nel periodo 1983-1993.
Ognuno dei 5 dischi partoriti in questo decennio ha fatto scuola entrando di diritto nella storia del rock; ogni loro mossa è stata presa a modello da migliaia di band hard&heavy a tutti i livelli, ricreando una marea indistinta di cloni nessuno dei quali ha mai raggiunto il granitico spessore degli originali.
James Hetfield è stato il chitarrista ritmico più talentuoso degli ’80 diventando poi nei ’90 anche un eccellente cantante; ed è proprio sul suo lavoro ritmico che si fonda il disco che ho scelto.
Non è il Capolavoro (Master of puppets) nè il simbolo del metal americano anni '80 (Kill 'em all) nè tantomeno il rivoluzionario monolite del 1991, ma contiene
Blackened e One... e tanto mi basta.


megadethMEGADETH
RUST IN PEACE

(1990)



E visto che si parla di “imitatori”, ecco gli eterni secondi: Dave Mustaine e il suo socio in affari, Dave Ellefson.
Ma per quanto si possano denigrare (e compatire) i costanti tentativi dei Megadeth di raggiungere la luce dei cugini maggiori (e per un po’ c’hanno creduto: inizio anni ’90) non si può non riconoscere nella valanga Rust in peace la presenza del genio.
9 canzoni che valgono una carriera, e ultimo avamposto del metal tecnico e cerebrale prima che i Metallica (sempre loro) decidano di stravolgere tutte le carte in tavola pubblicando il definitivo Black album.
Da lì in poi (1991) è cambiato tutto (in bene o in male? Voi che dite?) ma a 18 anni di distanza Rust in peace riesce ad essere ancora sorprendentemente attuale e ferocemente dirompente.


savatageSAVATAGE
GUTTER BALLET

(1990)



Ebbene sì, sono transitato anche attraverso il metal sinfonico!
In questo territorio nessuno ha avuto un peso maggiore dei Savatage dei fratelli Oliva (uno dei quali, il compianto chitarrista Chris, è deceduto nel ’91), autori di almeno due dischi che varrebbe la pena recuperare: l’ambizioso Dead winter dead (uno dei miei ultimi amori prima dell’addio al metallo) e il più viscerale Gutter Ballet, commovente testamento (l’ho difatti sempre preferito al più osannato Streets, ultimo album di Chris) di Oliva.
Un disco elegante e graffiante, emblema di quella passionalità ed emotività (anche) sentimentale che i detrattori hanno sempre riscontrato assente nel metal.
postato da: countryfeedback alle ore 23:58 | commenti (16)
Commenti
#1    06 Aprile 2008 - 00:27
 
Per chi avesse intenzione di approfondire, ecco qualche altro disco importante da segnalare per ognuna delle band citate nel post:

Rush:
COUNTERPARTS (1993)
A FAREWELL TO KINGS (1977)
SIGNALS (1982)

Iron Maiden:
KILLERS (1981)
LIVE AFTER DEATH (1985)
THE NUMBER OF THE BEAST (1982)

Metallica:
MASTER OF PUPPETS (1986)
KILL 'EM ALL (1983)
METALLICA (1991)

Megadeth:
PEACE SELLS (1986)
COUNTDOWN TO EXTINCTION (1992)

Savatage:
DEAD WINTER DEAD (1995)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente countryfeedback

#2    06 Aprile 2008 - 11:10
 
ma il testo cos'è scritto con la scolorina?
Comunque l'ho evidenziato, letto, memorizzato.
Adesso devo scappare ma sono previste.......rappresaglie!!!!!
:-)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente diamonddog

#3    07 Aprile 2008 - 14:45
 
ciao Country
come dicevo nell'altro post, non ho molto da commentare, visto che non ho mai amato il genere.
Dico solo che secondo me il BlackAlbum dei Metallica è il perfetto anello di congiunzione tra la musica dura e il pop (inteso in senso alto come musica popolare che arriva alla gente)
e "the unforgiven" è veramente un pezzone.

Quanto ai Guns, mi sembri un pò troppo severo, forse sei influenzato dall'antipatia personale o da averli vissuti all'epoca essendo sulla barricata del metal duro e puro.
Però come gruppo hanno scritto delle buone canzoni (sweet child o' mine sarà pure un pezzo pop ma è in assoluto una delle mie canzoni preferite di sempre).

E poi dal vivo per quel che ne sò non erano per niente un fake..
Tralaltro Slash mi ha sempre fatto impazzire come chitarrista, aveva un suono bellissimo e un gran gusto per la melodia.

Io più che altro odiavo tutti quelli che erano convinti che "knockin on heaven's door" fosse un pezzo loro.
ciao, Zoost
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Zoostation

#4    07 Aprile 2008 - 18:23
 
Country, se vai in ordine cronologico (mi è parso di capire così) sto già armando l'artiglieria.
Per ora noto tre assenze assordanti:
Judas Priest, Motorhead, Blue Oyster Cult.
Ma attenderò la fine del listone.
Sulla cinquina odierna che dire.
1) Che i pur immensi RUSH sono fuori posto. Anche se hanno fatto cose molto dure, qua siamo di fronte e musicisti universali e talmente superdotati che travalicano qualsiasi genere. Che poi io non ami la voce di Geddy Lee non sposta il giudizio di una virgola.
2) Che i pur ottimi MEGADETH sono un filino overrated.
3) Che i pur bravini (e non vado oltre) SAVATAGE sono troppo "after". Nel senso che non hanno apportato molto di personale al "movimento" a mio avviso.
4) Che quei dischi di Maiden e Metalllica ci stanno da Dio. Specie Piece of Mind che io giudico forse il miglior disco hard/heavy mai fatto. E' pressochè perfetto.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente diamonddog

#5    07 Aprile 2008 - 23:54
 
Zoostation: La tua considerazione sul Black Album è senza dubbio corretta... come ho scritto su: "è stato un bene o un male?"
Col senno di poi ENTER SANDMAN e SAD BUT TRUE (per dirne un paio) hanno davvero creato il ponte che ci permette di ascoltare oggi i chitarroni anche sotto un pezzo di Avril Lavigne o dei Negramaro: insomma, era naturale che ci si arrivasse, e quello (ovverosia l'abbattimento delle barriere della musica heavy) è stato un gesto epocale.
Per i GUNS non mi crocifiggere ma davvero non credo ci sia stata una rock band che io abbia odiato così tanto (forse gli OASIS)... e in finale caro Zoost questi qui hanno fatto solo 3-4 dischetti e ci stanno campando di rendita ancora oggi... io queste cose non le sopporto, è più forte di me :-))

diamonddog: Ahahaha!!! Lo sapevo che avresti messo mano al fucile!!
Ebbene sì, quei 3 nomi sono fuori.
Ho cercato di spiegarlo nel post della scorsa settimana: non avendo vissuto "in diretta" l'epoca d'oro del metallo, ma buttandomici a capofitto solo dai primi 90 in poi, l'ho presa di petto e da un punto di vista esclusivamente "sentimentale".
Motorhead e JP non sono riusciti a bucarmi, e poichè questa lista è molto coincisa (solo 20 titoli) e soprattutto esclusivamente soggettiva e personale... ahimè qualcuno devo lasciarlo fuori.
Mi rendo conto che le 3 band da te citate sono intoccabili per il genere... ma questi sono i miei 7 anni di infuocato metallo, e mi prendo la responsabilità delle esclusioni.
Che, intendiamoci, non vogliono assolutamente sminuire la loro portata (soprattutto dei MOTORHEAD, epocali).
Venendo alla lista in questione:
Rush: Mi fa piacere trovare un altro grande estimatore del genio di Lee & co.
Li ho messi in lista perchè in finale nei 70 c'andavano abbastanza pesante (e anche dal 1993 ad oggi non scherzano) e quindi a tutti gli effetti sono una band hard&heavy (seppur con tutte le infinite sfumature del caso).
Megadeth: Io non credo siano così sopravvalutati; hanno fatto più cazzate che cose buone, se mi passi il termine (anzi, a parte 2-3 dischi hanno fatto SOLO cazzate)... e oggi come oggi sono trattati da tutti con compassione e diffuso disprezzo.
Da quando è che non si legge una critica positiva su Mustaine?
A occhio saranno non meno di 15 anni...
Savatage: Lo so lo so... Risentendoli oggi fanno ridè.... ma te l'ho detto, all'epoca mi piacevano sul serio!
Metallica e Maiden: E vabbè, qui si va sull'abc.
JUSTICE è insuperabile e fa impressione sentirlo ancora oggi; PIECE OF MIND è PIECE OF MIND.
Non c'è davvero niente altro da dire.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente countryfeedback

#6    08 Aprile 2008 - 00:15
 
Judas e Motorhead hanno avuto un merito ed una colpa.
Il merito di aver traghettato l'hard rock dai padri fondatori alla nwobhm.
La colpa di non essere vissuti a cavallo tra i 60 e i 70.
Perchè se avessero anticipato di 4 o 5 anni la propria esistenza sarebbero a tutti gli effetti stati fra i padri fondatori.
Ad ogni modo i Priest hanno inventato DAL NULLA lo speed metal (brani "Exciter" e "Rapid Fire") e hanno creato DAL NULLA tutta l'iconografia del denim&leather.
I Motorhead hanno invece fatto da ponte con il Punk ed hanno inventato DAL NULLA lo speed metal (brani "Bomber" e tanti altri).
Lo speed che poi, ulteriormente indurito e accelerato dai Metallica, è diventato thrash.
Per i BOC il discorso è troppo ampio.
Diciamo che in parallelo ai Sabs (e non copiandoli come ingiustamente si ebbe a dire) hanno creato una "via americana" all'hard rock. Peraltro infondendola di talmente tante sfumature (country, easy listening, doors-blues, jazz) che hanno mandato in pappa molti cervelli di esimi critici.

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente diamonddog

#7    08 Aprile 2008 - 00:20
 
Secondo capitolo, e ancora cartucce pesanti da sparare!
Premessa la mia totale adesione all'introduzione, inizierei subito a dire la mia:

I Rush non necessitano commenti: il mio amore per questi tre instancabili ragazzi è totale; mai sazi di sfornare musica di livello eccelso, sempre umili e a loro agio in ogni veste, perfetti in ogni tipo di genere e performance.
Certo, hanno senz'altro toccato il loro apice con Moving Pictures...ma poi a pensarci bene come si fa a sceglire anche solo tra i 4 dischi della seconda fase?!?
Cose da pazzi...e, non sazio, al fianco di Moving Pictures io metterei anche Grace Under Pressure, lavoro per il quale ho una devozione infinita!

IRON MAIDEN.Basterebbero queste due parole.O basterebbe la loro performance all'Olimpico nella line up originale la scorsa estate.Sono stati la base, la rivelazione...quella sera ero li a guardarli e tutto ciò che sentivo era un misto di amore e gratitudine nei confronti di tutti loro.
I Maiden SONO l'heavy metal, e vicino al capolavoro Piece Of Mind non mancherei di collocare anche Powerslave e Seventh Son Of A Seventh Son...vabè, qua scappa la lacrima!

Sui Metallica c'è tanto da dire, o forse nulla. Si sono portati sul groppone il peso della notorietà, la scommessa del cambiamento, la responsabilità di aver seminato tanto, tantissimo...e ad un certo punto sono scoppiati, era inevitabile.
Personalmente avrei comunque scelto Master Of Puppets, ma non ho nulla da obiettare sulla decisione di dare lo scettro al granitico And Justice For All.
Peccato per il post Black Album, tante promesse non mantenute, tanta attesa dei fan, ma d'altronde che altro avrebbero potuto fare di più, dove andare ancora?

Discorso dolente, i Megadeth (e mi aspetto un lunga diatriba Megadeth-Metallica tra countryfeedback e babylon, stile estate di quindici anni fa!).
Considero tuttora Rust In Peace e Countdown To Extinction intoccabili,e credo che forse, se Mustaine e soci avessero continuato a spaccarsi di roba, ci avrebbero regalato altri buoni lavori.
O forse era la voglia di liberarsi dal fantasma dei Metallica a farli macinare così...perchè davvero, nei momenti più alti, la tecnica e la creatività dei Megadeth hanno dato vita a cose eccezionali.

Chiudendo, i Savatage dei fratelli Oliva.Ripercorro mentalmente la loro discografia e insomma, ne hanno fatte di belle! Ai tempi ne rimanemmo stupiti, e ancora oggi Gutter Ballett colpisce per quel misto di sensibilità e rabbia così originale: nel '95 Dead Winter Dead chiude definitivamente la parabola del metal (che fino al '94-'95 ha regalato bei lavori) e anche per i Savatage è tempo di chiusura, si va nel già sentito, ci si appesantisce, ma qualche puntatina sulle loro cose migliori non me la nego mai!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente waldenpondshore

#8    08 Aprile 2008 - 21:36
 
io degli Iron Maiden preferisco The number of the beast il primo con Dickinson, penso che sia il loro migliore album, in cui si può apprezzare la potenza vocale di Bruce Bruce! dei Metallica oltre a Muster of Puppet io consiglierei anche il loro Black Album, che sarebbe "Metallica" del 91 se non sbaglio. degli altri non ho molte conoscenze...

Max
utente anonimo

#9    08 Aprile 2008 - 23:28
 
diamonddog: Conosco bene i meriti delle tre band che citi... tutto vero e niente da contrastare.
Ma come ho detto, è solo una questione di cuore.
Credo tuttavia che dei tre sia il combo di Lemmy a meritare i maggiori onori: già a cavallo tra fine '70 e inizio '80 hanno iniziato a rivoluzionare tutto.
E lui è una leggenda intramontabile.
Ah, e ovviamente OVERKILL è una delle 10 canzoni più importanti di tutta la storia del metallo.

Max: E' più o meno universalmente condivisa l'idea che NUMBER OF THE BEAST sia il picco dei Maiden; io però non l'ho mai pensata così (nonostante contenga Hallowed be thy name che è, effettivamente, la più grande canzone mai partorita da Steve Harris).
Dei primi 5 dischi dei METALLICA poi, c'è solo l'imbarazzo della scelta.

waldenpondshore: Cartucce pesantissime caro Walden!
Vado ai punti anch'io rispondendoti:
Rush: C'abbiamo campato per anni attorno alle meraviglie del trio canadese e, sebbene io li abbia accantonati, ci tengo a ribadirti che il loro posto nel mio cuore è inamovibile.
La scelta del disco è stata come pescare nel sacchetto della tombola sapendo cmq di prendere un numero vincente.
18 dischi sempre diversi, con la voglia inesauribile di tirare fuori cose nuove in continuazione.
Ed un affiatamento interno che ha del miracoloso...
Iron Maiden: Come sempre diventa difficile parlare delle cose davvero importanti. Noi sappiamo, ed è sufficiente così.
Eccezionale il revival liparota dello scorso anno!
Metallica: Eh già, inevitabile che scoppiassero ma, se i Maiden hanno rappresentato al meglio il senso più stretto di heavy metal, direi che è impossibile negare quanto ho affermato nel corpo del post... e cioè che sia stata la band di Hetfield&Ulrich la più grande ed importante.
Anche in questo caso, imbarazzo della scelta tra i primi 5 dischi.
Megadeth: Ahahahah!!! Beh, mi posso vantare di averci visto lungo in prospettiva! :-)))
A tuttoggi difatti, col senno di poi, è anche solo ridicolo ipotizzare un confronto tra i giganti e le formiche.
Anche perchè, come tu giustamente dici, anche le cose migliori prodotte da Mustaine sono state partorite solo sull'onda di un virtuale inseguimento dell'inarrivabile Hetfield (RUST IN PEACE come risposta a JUSTICE; COUNTDOWN come avversario del Black Album. Come se a Dave servisse una miccia per essere creativo. E la storia parla chiaro per entrambe le sfide).
Savatage: Qui ti confermo che ho proprio calato un velo di oblio... e con difficoltà mi ricordo i pezzi.
Quello che ho indicato è il disco che a posteriori mi ha lasciato un ricordo migliore.

E adesso, preparati alla terza tranche che, sebbene meno esplosiva nell'insieme, ti regalerà un disco "molto nel cuore"!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente countryfeedback

#10    09 Aprile 2008 - 14:07
 
Ti manderò un elenco realizzato da un trio di tutto rispetto.
Un "tuttologo" alla scaruffi che bazzica da assante e che ne sa una più del diavolo.
Un militante della prima era (vocalist in una band hard&heavy italica negli anni '80).
Io, che modestamente.
Ne è venuta (dopo alcune zuffe ma con molto accordo finale) fuori una listona da 10 o 12 CD sul mondo dell'hard & heavy dai progenitori a (quasi) oggi.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente diamonddog

#11    09 Aprile 2008 - 14:07
 
Già, ma non ricordo se ho la tua mail.....
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente diamonddog

#12    09 Aprile 2008 - 14:58
 
diamonddog: Benissimo! Aspetto il listone!
La mail è linkata in fondo alla pagina, dove trovi scritto "private contact".
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente countryfeedback

#13    10 Aprile 2008 - 12:25
 
Al Posto delle Fragole chiede la tua partecipazione per l'intervista a Luigi Lo Nigro, direttore commerciale della 01 Distribution. Non perdere l'occasione di imparare qualcosa in più o di toglierti qualche fastidoso sasso dalla scarpa. Lascia il tuo quesito tra i commenti del nostro ultimo post!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AlessandroReder

#14    16 Aprile 2008 - 10:33
 
l'umplugged degli Alice in Chains è un disco a cui sono particolarmente legato, l'adoro.
Per quanto riguarda l'ondata Nu Metal, io ne sono rimasto investito. Secondo me non ha prodotto solo brutta roba però, i primi album dei Korn (i primi due) non sono brutti. Anche i Deftones hanno fatto begli album (fino a White Pony) e ci sono molti altri gruppi che hanno prodotto buona roba, come i Downset (nemici dei RATM) e gli Snot (anche se hanno fatto un solo album, il cantante è morto subito). Gli Slipknot non mi hanno mai entusiasmato più di tanto, li ho sempre cnsiderati una boyband.
I linkinpark...no comment!

…AND JUSTICE FOR ALL è un signor album!;)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Cinedelia

#15    17 Aprile 2008 - 13:10
 
Concordo su tutto
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente coseacaso

#16    17 Aprile 2008 - 14:02
 
coseacaso: Yeah!!!

Cinedelia: Forse ho esagerato parlando così male del nu-metal (è vero, soprattutto i primi DEFTONES hanno fatto ottima roba; insomma delle eccezioni ci sono state anche in quel sottogenere) ma immagina la mia reazione: venivo da un passato in cui davvero Slayer & co. avevano devastato il panorama... poi sento questi ragazzetti che cercano di spingere sull'accelleratore sentendosi dei nuovi Mosè... insomma, l'avversione scatta naturale!
Hai giustamente centrato i due poli nefasti di tutto il carrozzone: SLIPKNOT e LINKIN PARK.... davvero no-comment!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente countryfeedback

Commenti