sabato, 19 aprile 2008
Si chiude con questi ultimi 5 dischi questo salto nella memoria, giù indietro nel tempo per raccontarvi quello che sono stato dal ’91 fino a 10 anni fa.
Ricordo che l’ordine è meramente cronologico, e per approfondire l’idea a monte di questo revival è sufficiente cliccare qui, qui e qui.

La fine del viaggio è affidata a 5 lavori decisamente distanti tra loro ma accomunati da un livello qualitativo elevatissimo…

Ready? Go!

queensrycheQUEENSRYCHE
PROMISED LAND

(1994)



I Queensryche di Geoff Tate sono stati la band più intelligente e sottovalutata di tutto l’universo metallaro.
Un po’ se la sono cercata, visto come andavano conciati a metà anni ’80 (ma dimenticate le foto di copertina e ascoltatevi Rage for order: erano davvero avanti con i tempi!) e la definitiva via per l’emancipazione è giunta solo dopo il masterpiece per il quale sono largamente noti, ovvero quel meraviglioso concept (profondamente politico) che è Operation: Mindcrime.
E’ il successone di Empire (1990) che li traghetta nell’olimpo dei nomi che contano (3 milioni di dischi venduti solo negli States); trainati dal singolone Silent Lucidity i ‘ryche trovano finalmente quel consenso popolare che meritano.
E quindi, come nella migliore tradizione delle grandi band che proprio nel momento di maggior gloria tentano l’atto di coraggio, ecco che rinunciano alla possibilità di ammucchiare dollari sfornando un “Empire pt.2”, scegliendo invece la difficilissima strada (soprattutto per una band heavy-metal) dell’introspezione e della ricerca.
Ne esce Promised Land.
Ovvero uno dei rarissimi dischi heavy-metal (l'unico?) che può avere una degnissima collocazione anche al di fuori del suo giardino: uno straordinario viaggio che tocca vette davvero mai ascoltate prima nel genere (tra tutte la mastodontica title-track).
Un Capolavoro del rock ‘n roll tout-court che mi accompagnò per tutto il mio periodo di leva (indimenticabili gli infiniti ascolti al walkman mentre ero a Foligno a battere la stecca…).


kyussKYUSS
WELCOME TO SKY VALLEY
(1994)



Dei Kyuss parlai abbondantemente qui, quindi mi sembra superfluo ripetermi: i Black Sabbath, oggi.
E non solo.
Sky Valley è l’apice di una carriera impeccabile e seminale: la più grande band heavy degli anni ’90.
Il deserto.


bruceBRUCE DICKINSON
ACCIDENT OF BIRTH

(1997)



Mi sembrava doveroso riservare un posticino al vocalist-simbolo di tutto il baraccone, colui che ha dato una spinta decisiva al genere rendendo di fatto “grandi” gli Iron Maiden.
E’ proprio da The number of the beast che infatti è cambiato tutto, e non può essere casuale il fatto che egli esordì al fianco del deus-ex-machina Steve Harris proprio in quell’occasione.
Ma Bruce non è solo l’ugola che ha cambiato (nel bene e nel male) il volto a tutta una frangia del metal (stia alla larga chi odia l’epica), ma artista di eccellente sensibilità che per un decennio ha avuto il coraggio di scommettere su se stesso andando via da “casa-Harris” e tentando l’avventura solista.
6 dischi tra i quali spicca senza dubbio questo Accident of birth: rigore vecchio stampo e ispirazione alle stelle per un lavoro notevolissimo che spazza via con agilità (e da solo) l’intera discografia dei Maiden degli ultimi 15 anni.
E’ forse l’ultimo grande disco di classic metal della storia.


toxicitySYSTEM OF A DOWN
TOXICITY

(2001)



Nel 1998 dunque abbandonai definitivamente i lidi del metallo.
Ma 7 anni vissuti intensamente non si dimenticano e soprattutto ti lasciano nel sangue una certa consapevolezza (difficile a spiegarsi) e un particolare intuito per i suoni duri.
E non ebbi così alcuna esitazione nel riconoscere a primo ascolto una pietra miliare in questo Toxicity.
Uscito a ridosso del crollo delle Twin Towers rappresenta la frontiera estrema della contaminazione “metallara”: 14 tracce assolutamente folli, in caduta libera senza paracadute.
Ma cazzo se funzionano!
In questi 10 anni di militanza nel rock ‘n roll "adulto" solo due dischi hard mi hanno letteralmente sconquassato, e questo è uno dei due (l’altro chiude questa serie di post e lo trovate tra qualche riga): pezzi al fulmicotone capaci di cambiare registro 5-6 volte per prendere le più inaspettate ed impensabili direzioni.
Divertentissimo, intelligente, spiazzante, potente, ironico: uno dei Capolavori del decennio.


qotsaQUEENS OF THE STONE AGE
SONGS FOR THE DEAF

(2002)



Gran finale: Songs for the deaf, signore e signori.
Ovvero il mio disco hard&heavy preferito di sempre; ovvero la storia di una scommessa; ovvero le migliaia di ascolti; ovvero tutto quello che ho scritto qui e che meglio non riuscirei a fare.
Stop.
postato da: countryfeedback alle ore 00:36 | commenti (27)
Commenti
#1    19 Aprile 2008 - 00:36
 
Grazie a tutti per aver assistito e partecipato a questo mese metallaro, è stato davvero bello poter rievocare quegli infuocati ed appassionati anni.
Ne avrei ancora tante da scrivere a riguardo, centinaia di aneddoti e racconti di vita vissuta… ma è giusto che il blog riprenda il suo corso naturale, dunque questa parentesi finisce qui.

Anticipo chi mi volesse chiedere quali sono, alla fine di tutto, i miei dischi hard&heavy preferiti citando un podio che metto sopra tutti:
Songs for the deaf QOTSA
Piece of mind Iron Maiden
Seasons in the abyss Slayer
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#2    19 Aprile 2008 - 02:19
 
Ti sembrerà impossibile ma conosco poco Toxicity e Songs for the deaf.
Non ricordo su cosa ero flippato nel 2002, sicuramente ero fuori dal metallo. Mi sa che era il periodo della classica....boh.
Fattosta che ho saltato queste cose e sono arrivato molto tempo dopo sia a SOD che a QOTSA.
Senza mai recuperare.
Ma dopo aver letto da te certe cose penso che lo farò. Non posso non fidarmi.
Condivido il giudizio su Bruce-solista (di cui cito l'indimenticabile Tears of the dragon) e su Queensryche (Tate è probabilmente il più grande vocalist di sempre, Empire uno dei miei masterpiece).
I Kyuss invece non sono mai riuscito a farli miei del tutto. Pur riconoscendone la qualità e la voglia di ricerca, restano troppo evidenti le reminiscenze sabbathiane.

Grazie comunque di questa splendida rievocazione.
Mi ha fatto tornare giovane e indomito e contento di quello che ero anche se non lo sono più.
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#3    19 Aprile 2008 - 10:14
 
un plauso alla scelta di Toxicity, uno dei pochi dischi hard-rock di questo decennio che non mi fa rimpiangere il rock anni 70...canzoni geniali, originali, ultrapotenti...
utente anonimo

#4    19 Aprile 2008 - 19:15
 
sui primi due dischi non ho niente da dire, non conoscendoli...sugli ultimi tre invece qualcosa posso dirla. Accident of Birth, si credo che sia come dici questo disco spazza via la discografia dei maiden degli anni 90...io salvo brave new world...anche se il disco di dickinson è migliore... toxicity penso di averlo consumato, in quel periodo in cui è uscito, ultimo anno di liceo, il mio periodo. Songs for the deaf mi fa impazzire. é un disco veramente bello. come non dimenticare il singolo No one knows che ti entra nelle orecchie e non esce più, con quel ritmo intrigante e coinvolgente...certo si sente, questo dobbiamo dirlo, anche la presenza di Dave Grohl...che picchia alla grande...
per il resto grazie a te per questo viaggio nel mondo della musica, la tua e un pò la nostra....
utente anonimo

#5    20 Aprile 2008 - 14:58
 
dei system preferisco di gran lunga il disco precedente
toxicity mi garba un pochetto, quelli dopo mi fanno abbastanza pena
ma la cosa più importante è questa: SONGS FOR THE DEAF è uno stramaledetto capolavoro! epocale
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#6    20 Aprile 2008 - 16:02
 
diamonddog: Grazie a te per aver appassionatamente presenziato a questo mese di revival!
E grazie anche per la fiducia: TOXICITY e SONGS FOR THE DEAF sono due pietre angolari.
"Tears of the dragon" è uno degli scritti più riusciti di Bruce (anche se non proviene da questo disco); a questo punto vale la pena rievocare altre mirabili gemme: "Taking the queen", "Omega", "Arc of space", "Darkside of Acquarius".
E a proposito di vocalist, appoggio la tua affermazione: nel metallo Geoff Tate è inarrivabile.

donnaprassede: Esatto; canzoni davvero geniali!

max: BRAVE NEW WORLD non è male, ma ACCIDENT è decisamente superiore.
Ripeto, per trovare l'ultimo disco dei Maiden che possa competere con questo gioiellino targato Dickinson occorre risalire a SEVENTH SON OF A SEVENTH SON (1988).
Anch'io consumai TOXICITY nonostante mi trovassi già "fuori dal giro": è in effetti un crossover adatto un pò a tutti i palati.
Infine, i QOTSA: sicuramente Grohl è stato determinante (così come la presenza di Lanegan), ma la coppia Homme/Oliveri si ritrovò in uno stato di grazia assoluta.
Grazie per gli apprezzamenti, anche se questo revival racconta di tempi ormai perduti...

honeyboy: Il primo non è male, contiene già tutti i semi di TOXICITY; poi si, sono d'accordo, non c'è niente altro da dire sui seguiti.
SONGS FOR THE DEAF: in questi primi 2 anni e mezzo di blog credo sia il disco che ho citato più volte, quindi.....
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#7    20 Aprile 2008 - 17:15
 
si, sicuramente non c'è paragone tra accident e brave new world, però ti dico una cosa, so che tutti lo considerano un disco pessimo, ma a me piaceva No prayer for the dying mi sembra del 1990.

Max
utente anonimo

#8    20 Aprile 2008 - 17:57
 
Max: NO PRAYER secondo me è meglio di FEAR OF THE DARK.
Non credo di bestemmiare, ha un potenziale rock 'n roll che non è mai stato così presente (se non agli esordi) nei dischi dei Maiden.
Soprattutto il lavoro con le chitarre è abbastanza atipico (suonano sporche e grezze, contrariamente ai timbri laccati che hanno sempre utilizzato) e Dickinson è "zozzo" come non lo è mai stato.
Poi c'è la title-track che è un Capolavoro e che ha piantato i semi per la successiva "Afraid to shoot strangers".
Insomma, sono d'accordo con te.
Sì, è del '90.
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#9    20 Aprile 2008 - 19:02
 
beh si, fear of the dark, non è un granchè...forse o magari è il più famoso di tutti, il più commerciale,ma è moscio, a tratti noioso... da salvare ci sono fear of the dark e afraid to shoot stranger che ha un assolo bellissimo...
No prayer è aggressivo, grezzo, insomma come dici tu un ritorno quasi alle origini...per questo mi piace...
utente anonimo

#10    20 Aprile 2008 - 19:04
 
scusa il commento precedente è mio...non ho firmato.

Max
utente anonimo

#11    21 Aprile 2008 - 00:37
 
Io ho ascoltato "Iron Maiden" all'esordio e ne fui folgorato.
Piansi (metaforicamente) l'abbandono di Paul DiAnno e dell'energia al calor bianco di "Killers" ma vidi Bruce Dickinson trionfare dal vivo al secondo concerto in assoluto da lui tenuto con la band (esordio a Bologna, seconda data a Firenze).
Ho assistito alla devastazione simbolica della concorrenza provocata da "Number of the Beast", che poneva la band sopra di chiunque in quel momento.
Ho ammirato il potente tentativo di uscire da quel minimo di clichè che si era creato (sarebbe stato facile per chiunque fare Number 2, Number 3 e così via...) e la perfezione stilistica di "Piece of Mind" un capolavoro assoluto di creatività, tecnica, composizione e produzione.
Ho apprezzato oltre misura "Powerslave", "Somewhere in time", e "Seventh son of a seventh son".
Lavori incredibili in un panorama heavy che vede(va) la maggior parte delle band esaurirsi o sparare le migliori cartucce in un arco di tre dischi.
Poi devo francamente aggiungere che nonostante l'indubbia professionalità i vecchi "ferri" non hanno aggiunto più niente.
Anche se presi singolarmente Fear o No Prayer non sono affatto brutti.
E' che tutto era già stato detto prima.
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#12    21 Aprile 2008 - 12:28
 
Come ben sai sui QOTSA ci sto dentro senza riserve. Dei SOAD però preferisco 'Mezmerize', ancora più pazzo e vario di 'Toxicity' e meno faticoso all'ascolto, meno pezzi 'urlati' e un lavoro sulle chitarre notevole, potenti, velocissime senza infastidire chi col metal non ci paciuga più di troppo. Sono d'accordo con te quando citi questi due gruppi come le uniche luci del rock duro del passato decennio
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente daidalos28

#13    21 Aprile 2008 - 13:21
 
Mi sono tenuto un po' alla larga dai commenti di un genere che non mi è appertenuto, torno giusto ora sul finale per dirti che è stato molto interessante leggere questo excursus d'amarcord e per rendere omaggio al fine ai QOTSA, che chiudono in maniera pienamente rockarolla (senza etichette) questo viaggio... proprio come lo hai cominciato.
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#14    21 Aprile 2008 - 18:55
 
OK, di questi ne ho (e amo) 3 su 5 mi considero ufficialmente metallaro senza saperlo.

Dei Kyuss preferisco Blues for the Red Sun, pero' (diamond) non puoi non trovarci tutto il resto, i Sabbath sono un riferimento ma l'arsura del deserto Ozzy non l'ha mai provata. I kyuss sprizzano polvere ogni volta che Brant Bjork rulla sui tamburi.

Dei QOTSA continuo a preferire RatedR ma songs for the deaf e' un capolavoro. HO visto quel tour dal vivo, Nick Oliveri suono' tutto il bis completamente nudo, e quando dico completamente dico che solo il basso (non) lo copriva.

Toxicity,
mi piacciono i System e concordo che sono l'unica novita di questo millennio dell'hard rock a non essere stata tirata dentro il nu-metal come gli altri.
Tankjan e' un geniaccio, e' un grande amico di morello (con cui ha fondato e supporta axis of justice...cercate e vedete quello che fanno).
Il mio problema con i System e' proprio la voce, ma una volta accettata quella la musica dietro e' devastante come il genocidio degli armeni fatto dai turchi.

vado a casa...ciao
Vale
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#15    22 Aprile 2008 - 10:20
 
giù il cappello davanti a QOTSA!
anche qui comunque "songs for the deaf" è un disco che và al di là dei generi.
Qualità talmente alta che può piacere veramente anche a chi non ama il rock duro.
Sugli altri...ignoranza totale (conosco ma non ascolto...)
Anche se rispetto molto i SOAD per le cose che ho letto su di loro.
Sono quelli di "steal this album", vero?
Grandi!
Zoost.
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#16    22 Aprile 2008 - 14:49
 
diamonddog: Analisi impeccabile, con annessa (mia) rosicata nel leggere che eri presente all'esordio di Dickinson!!!!!!!
No comment, ma già ne parlammo qualche tempo fa.
Ovviamente condivido, come la totalità dei vecchi fan, l'opinione comune che vuole 7th SON come chiusura della parabola creativa di Steve Harris e soci.
In quei primi 8 anni però (e 7 dischi più un doppio live sfornati, una prolificità che ha dell'incredibile) hanno davvero fatto assumere la reale forma all'heavy metal.

daidalos28: MESMERIZE/HYPNOTIZE però suona no un pò come la replica di un qualcosa di già sentito... senza calcolare che una delle forze trainanti dei SOAD è proprio la voce di Tankjan, che in questi dischi è stata letteralmente soppiantata da quella del chitarrista Malakjan...

sarak: Grazie caro, mi fa cmq molto piacere che hai assistito dal balcone.
Non potevo non chiudere con le "canzoni per i sordi"...

liveon35mm: KYUSS epocali; come ho scritto, la più grande band hard di tutti i '90.
RatedR è un picco assoluto, davvero a un passo dal mastodontico disco del 2002.
SOAD geniali, hanno meritato tutto il successo che è piombato loro addosso.

Zoostation: I QOTSA piacciono a tutti; è giusto così.
Si, i SOAD sono quelli, anche se Steal This Album inizia già la parabola discendente: imprescindibili solo i primi 2 lavori, in realtà.
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#17    22 Aprile 2008 - 15:11
 
Allora visto che rosichi ti racconto l'inizio del concerto dei Maiden :-)
Andiamo là, al Palatenda di Firenze che non sapevamo ancora che era andato via DiAnno.
Mica c'era Internet allora, e Kerrang arrivava ogni paio di mesi......
Insomma entriamo con largo anticipo e mentre scorre tutto The Wall per due volte di fila (du'palle) uno mi dice che forse è cambiato il cantante, gliel'ha detto un suo amico che gliel'ha detto un altro che era la sera prima a Bologna, alla tappa d'esordio della tourneè.
Incredulità.
Io e i miei due pards decidiamo di valutare l'ipotesi di andare via ma da ragazzi i soldi erano pochi e restiamo ma incazzati.
Arrivano finalmente i Maiden in un brusio generale.
C'è un tizio con i capelli lunghi e lisci al centro, NON E' assolutamente Paul DiAnno, cazzo aveva ragione il tipo (che tra parentesi voleva comprarmi il giubbotto di jeans con ricamato sulla schiena un enorme logo rosso AC/DC).
Fischi dal pubblico, giuro.
Una salva enorme di fischi con "si rivole 'ndietro i soldi" "o bischeri, tirahe fori il cantante vero" eccetera.
Bruce non fa una piega, prende il microfono (con il filo) e lo lancia in alto fino alla cima del tendone, lo riprende al volo.
Poi caccia dentro un urlo di 20 secondi alla Ian Gillan dei bei tempi, tipo Child in Time versione extrema.
Silenzio assoluto.
Ne caccia un altro ancor più penetrante.
Male ai timpani.
Perplessità misto ammirazione.
Parte il pezzo (mi pare Number, ma l'età, le emozioni, l'udito malandato non me ne danno certezza) e viene giù il Palasport.
Alla seconda canzone Bruce era già un idolo assoluto.
Paul DiAnno, (anche se ingiustamente) dimenticato.
E i vecchi "ferri" spiccarono definitivamente il volo.
Ah, c'era pure quel satanasso di Clive Burr ai tamburi.
Io, nonostante Nicko, l'ho sempre rimpianto anche se leggenda vuole che andasse troppo veloce e Steve Harris fosse stufo di corrergli dietro.
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#18    22 Aprile 2008 - 19:04
 
Gli unici che mi piacciono sono i SYSTEM OF A DOWN....


....un vecchio PUNK


Un abbraccio Sandro
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#19    23 Aprile 2008 - 22:41
 
diamonddog: AAAAAAAAAHHH!!!
Avrò riletto il tuo commento 5-6 volte... non ho davvero parole.
E poi la ricostruzione è perfetta.... chissà che shock!
Insomma sempre più onore al merito per Bruce, che a quanto pare ha guadagnato davvero sul campo le stellette.

yllo: Beh, da vecchio punk, la passione per i SOAD è ben motivata!
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#20    24 Aprile 2008 - 12:16
 
Incredibile! Ne ho 3 su 5! Tra l'altro il fatto che io (che detesto l'heavy metal) possegga e apperzzi "Promised Land" dimostra che trattasi davvero di un album universale...
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#21    24 Aprile 2008 - 12:16
 
"apprezzi"
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#22    24 Aprile 2008 - 22:37
 
nordovest77: Assolutamente sì.
PROMISED LAND è un disco universale sul rapporto tra le isole deserte della nostra anima e la globalizzazione di quello che ci circonda.
Ha la forma e i contenuti di un autentico capolavoro e mette letteralmente le distanze tra lo status artistico dei Queensryche e 20 anni di heavy metal precedente.
Nessuno, nel genere, è mai stato capace (nè mai ha avuto il coraggio) di arrivare a tanto.
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#23    26 Aprile 2008 - 02:06
 
Chiusura in effetti originale: ogni disco è ormai una storia a sè, e le contaminazioni sono la linea portante di questa scelta.
A parte Welcome To Sky Valley, che conosco solo parzialmente, (come un pò tutta la discografia dei Kyuss, e la cosa è da rimediare!), gli altri album sono stampati in memoria.
A volta risulta difficile accostare i System Of A Down o i QOTSA alla linea di ascolti finora definita: sono arrivati molto tardi e l'orecchio era già pareeeecchio cambiato...ma sono innegabilmente i due nomi che meglio hanno reso onore al genere negli ultmi anni.

Toxicity ha dalla sua quella follia/genialità che lo rende unico e, insieme alla perizia della band e ad inattese apeture melodiche, si fa sempre ascoltare con piacere.

Songs For The Deaf...vabè, credo di aver consumato pure il laser del cd per ascoltarlo!
Disco senza macchia: sfido io a trovare oggi una commistione più esplosiva e perfetta della line-up dei QOTSA in questo album!

Per quanto riguarda Dickinson si va già su terreni più familiari.
In effetti il buon Bruce ne ha fatte di interessanti anche da solo, e devo dire che col tempo e riuscito a crearsi anche un suo stile, pur se la vena è sempre quella!
Accident Of Birth è un ottimo disco, soprattutto per la potenzxa sonora che sprigiona, ma della discografia di Dickinson ho sempre preferito il più poliedrico Balls To Picasso.

Queensryche:chiuderei con loro perchè credo che Promised Land sia il disco che abbia messo fine (concettualmente)ai limiti possibili del metal, assestando così il colpo di grazia a tutto il genere.
Lavoro di una forza espressiva e di un delicatezza incredibili: suonato in modo impeccabile, registrato ancora meglio, equlibrato in tutto, anche nei momenti più visionari.
Un album che non soffre il tempo, realizzato da una band che è passata dal metal più classico, a quello più commerciale, fino a perdersi in cerca di una identità masi più trovata.
Il fatto è che la loro Terra Promessa l'avevano già incontrata: purtroppo l'hanno attraversata in un momento che definirei "di grazia assoluta", per poi lasciarla, ma almeno hanno pensato bene di lasciarci in testimonianza questo Capolavoro!
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#24    26 Aprile 2008 - 13:54
 
waldenpondshore: Come sempre mi trovi completamente d'accordo, tranne che su una cosa: non è tanto PROMISED LAND ad aver chiuso in via definitiva le frontiere ma, come ho anche scritto nel post, i primi due lavori dei System of a down.
Tra il '94 e il 2001 infatti altre band hanno continuato ad esplorare tutte le possibili vie di fuga (mi vengono in mente Sepultura, Tool e Deftones, ma l'elenco è più lungo) ma poi TOXICITY ha chiaramente stabilito che la contaminazione poteva arrivare fin lì e basta.
Dunque è quel disco la fine (concettuale) del genere, in quanto anche il successivo (e superiore) SONGS FOR THE DEAF è cmq un rimpasto (seppur mirabile) di cose già sentite.
Tornando a noi:
KYUSS: ti ci dovresti dedicare; sono certo che saprebbero darti le giuste soddisfazioni ancora oggi: è il suono del deserto... e quello è immortale.
DICKINSON: Anche "Balls" non è malaccio, risente però di una eccessiva e forsennata ricerca di un'identità, col risultato di mostrarne i limiti e la carenza di forza.
Però contiene almeno 3-4 pezzi davvero notevoli e di gran lunga superiori a quello che il "rivale" Harris produceva in quegli anni.
QUEENSRYCHE: Soprattutto alla base della recentissima "riscoperta", sottoscrivo davvero con forza ogni singola parola che hai scritto (soprattutto l'ultimo paragrafo che rappresenta davvero il miglior riassunto possibile dei loro 15 anni di carriera).
E approvo anche il concetto di "album che resiste al tempo": è esattamente così; onore al merito dunque, un Capolavoro assoluto.
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#25    26 Aprile 2008 - 16:08
 
Beh sai benissimo quale album prediligo!
Per il resto, giusto qualche reminiscenza liceale. Periodo nel quale una ragazza carina ti nominava un gruppo e tu:"ah...ceeeerto, e come no? ho la discografia..."
E finiva che ci spendevi i miliardi in LP.
P.S. Al liceo stavo appresso ad una metallara....Ommioddio.
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#26    27 Aprile 2008 - 12:12
 
Continuo a seguirti con interesse.
La mia prima gioventù ha avuto una parentesi metal che si posiziona tra il blocco 3 e il blocco 4... ero una metallara un po' floscia (cose non troppo battute) e solo di pensiero (niente elementi visibili).
Mi dai occasione per recuperare qualche vecchio album... Songs For Deaf ha chiuso la mia parentesi, ora lo metto su, eheh
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#27    27 Aprile 2008 - 17:21
 
AyeyeBrazorv: Tu ci credi invece che nonostante la mia accesa militanza all'epoca non conobbi mai nessuna vera metallara?
Chissà che esperienza!!

Eliantotisaluta: E giustappunto arrivi tu! :-)))
Innanzitutto grazie per le tue costanti visite, sei ormai una della vecchia guardia per questo blog, una che non ha mai mollato... e ti ringrazio per questo.
Venendo al metallo... non so perchè ma non mi ti immaginavo in quelle vesti!
Songs for the deaf: eeeehhhhh.......
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