giovedì, 16 ottobre 2008
Che effetto fa riascoltare oggi Vitalogy?
Oggi che il tempo è passato e la giovinezza ribelle e sfrontata ha preso le forme di una pseudo-ordinata vita canonizzata?
Dirompente, annichilente, abbacinante.

Sono arrivato tardi ai Pearl Jam, troppo tardi.
Erano troppo “leggeri” per i miei infuocati ed arrabbiati 20 anni… così come tutto il resto del movimento di Seattle.
Ma si sa, non c’è briglia per i cuori indomiti, e questo è il principale motivo per il quale Vitalogy è, per me, adesso.
E’ qui; a spronarmi, incitarmi, scuotermi.
E’ qui a commuovermi con le sue tre catartiche ballate (Immortality su tutte, ma anche Nothingman e Better man)… è qui a scrollarmi le spalle con le violentissime 6 corde di Spin the black circle e Satan’s bed… è qui a farmi alzare la testa nei giorni obliqui con le ondate soniche di Corduroy, Last exit e Tremor Christ.

Il Capolavoro massimo della band di Eddie Vedder è un inno a quello che eravamo e a quello che siamo destinati ad essere per sempre, è un manifesto di coerenza artistica, formale ed espressiva, è una lezione di vita, un calcio nelle palle, un abbraccio lungo un giorno.
Vitalogy è ancora oggi uno dei motivi per sbattere i pugni, indignarsi, urlare; ma anche per continuare a credere che forse ce la possiamo fare.
Spin the black circle.

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Vitalogy
(Pearl Jam, 1994)
postato da: countryfeedback alle ore 23:15 | commenti (21)
Commenti
#1    16 Ottobre 2008 - 23:51
 
"troppo “leggeri” per i miei infuocati ed arrabbiati 20 anni"...???
E cosa ascoltavi all'epoca, che gli Slipknot non esistevano ancora?
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#2    17 Ottobre 2008 - 09:43
 
AAAAAAAAAAAAARRGHHH!!!
disco fenomenale!
Io invece all'epoca, avendo ahimè qualche anno in più, i Pearl Jam li presi in pieno.
Soprattutto "TEN" fu un pugno diretto nello stomaco.

Probabilmente a causa di questo, devo dire che faccio fatica a considerarlo il loro disco migliore.
Se proprio devo fare una classifica, gli metto davanti "Ten" e "No code".

Comunque Vitalogy è meraviglioso, pieno di idee, spunti, energia.
Betterman è forse la mia canzone preferita dei PJ (dopo Yellow led better, che rimane insuperabile)
E poi ci sono dettagli che adesso ci sembrano insignificanti, ma che quando uscì erano importanti.
La confezione per esempio, credo sia stato forse il primo cd che ho avuto in cartonato e non in plastica
E poi "spin the black circle", che era un vero e proprio inno al vinile nell'epoca in cui era "ovvio" che i cd erano meglio.
Per non dire che loro in quegli anni erano già in lotta con tutti gli organizzatori di tour (soprattutto negli states) e pur essendo già un gruppo enorme e famosissimo, facevano i concerti autoorganizzati con prezzi max di tipo 10 dollari o giù di lì.
E non facevano già più video..

Insomma, al di là delle canzoni immense, è un disco che anche come confezione, messaggi, scelte, rappresenta anche un certo modo di intendere il music business (e il mondo in generale)
hai ragione caro Country: è un disco che è qui per dirci che forse ce la possiamo fare!

Immensi Pearl Jam
Zoost

ps: scusa il commento lungo ma...
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#3    17 Ottobre 2008 - 11:44
 
Questo disco ha il font di Willy Wonka! :)

Buon week-end.
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#4    17 Ottobre 2008 - 14:00
 
BibbyMVP: Caro Davide, io c'ho la mia età!
All'epoca fortunatamente non esistevano Slipknot e robaccia affine, ma c'era il vero heavy metal, ed io ero un adepto.
Solo roba di qualità, ci tengo a sottolinearlo, ma anche la più arrabbiata SPIN THE BLACK CIRCLE era veramente da Zecchino d'Oro se paragonata ad un qualsiasi pezzo degli Slayer, ad esempio.
Sì, ce l'avevo col mondo.

Zoostation: Hai ragione da vendere quando metti in ballo l'aspetto socio/culturale di tutta l'operazione-Vitalogy.
Mi permetto anche di aggiungere che una delle grandi cose di questa "operazione" fu proprio quella di far uscire il disco prima in vinile, e solo dopo qualche tempo in cd.
Indipendentemente dagli aspetti collaterali però, ascoltare e studiare i Pearl Jam avendo bypassato quegli anni ti aiuta ad averne un quadro più oggettivo e limpido.
Ecco perchè, come già discusso da te, non riesco ad appassionarmi a TEN, lo vedo troppo inquadrato in quel periodo storico e, di rimando, mi risulta invecchiato un pò male (senza contare la discutibile produzione).
VS. è un deciso passo avanti, una pietra miliare capace di ricollegarsi direttamente al passato storico dell'hard rock mantenendo tuttavia una freschezza ed un vigore che permangono ancora adesso.
VITALOGY è il terzo decisivo gradino, l'evoluzione e la crescita.
NO CODE si mantiene su questi stratosferici standard ma non ha lo stesso peso "peso specifico" della singolarità delle canzoni; vale più come una sorta di concept.
Ecco, questi sono i 3 capolavori inattaccabili.
Da quel momento in poi l'unico lavoro che riesce a suscitarmi lo stesso senso di meraviglia e stupore è il magnifico BINAURAL (del quale basterebbe NOTHING AS IT SEEMS a offrire dimostrazione di caratura superiore).

CineSerialTeam: :-))
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#5    17 Ottobre 2008 - 15:41
 
Però il disco veramente bello è quello dopo.
(io avevo anche meno di vent'anni e me li sono beccati in pieno, ma veramente in pieno. Diciamo che la mia vita dai 12 ai 21 anni è facilmente riassumibile con quelle due parole)
utente anonimo

#6    17 Ottobre 2008 - 16:59
 
Orca miseria.
Un buco nella mia sterminata (:-D) cultura musicale.
Non sono mai riuscito ad "entrare" nei PJ a pieno, tenuto a distanza dal loro passato grunge.
Un periodo che non sono mai riuscito a digerire con pochissime eccezioni.
E di fronte a cotanta recensione mi sento un pò prevenuto e molto ignorante.
Rimedierò.
Halleluja!
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#7    17 Ottobre 2008 - 20:45
 
Io ci sono arrivato preciso preciso invece... e chi si è preso in pieno la botta di TEN penso che difficilmente possa toglierlo dalla number one: per nessuna ragione al mondo.
TEN sta lì su.

VITALOGY è un album maestoso.

BINAURAL invece è per chi è arrivato dopo: niente aggiunge e quindi poco fa.
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#8    18 Ottobre 2008 - 14:31
 
Colas: Eh ma ricordo benissimo la tua "fede"; in alto i calici per NO CODE ma alla lunga la qualità "singola" dei pezzi che stanno qui è mediamente superiore, secondo me.

diamonddog: Ma infatti l'errore è proprio quello di inquadrarli nel calderone grunge: in comune con il movimento hanno avuto solo la città natale e alcune cose del primo disco.
Già da VS. in poi hanno preso le distanze con tutto il resto.

sarak: Già; questo è un dato di fatto incontrovertibile: chi è rimasto travolto dall'uragano TEN non può non metterlo davanti, se non altro per una pura questione di cuore.
E' innegabile infatti che a mente lucida siano i successivi tre i capolavori dei Pearl Jam, e tra questi tre (VS., VITALOGY, NO CODE) la prima piazza è solo questione di umore.
BINAURAL è un disco bellissimo che non aggiunge niente ma conferma un immenso talento di scrittura, arrangiamento e composizione.
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#9    18 Ottobre 2008 - 17:09
 
Pensa che mentre scrivo questo commento lo sto ascoltando...misteri del destino...^^
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#10    18 Ottobre 2008 - 18:23
 
Eh beh, qui si parla di capolavoro. Il mio preferito rimane "No Code", ma grazie a questo sono riuscito ad amare sul serio i Pearl Jam. E poi confezione e libretto sono fantastici...

Clockface


utente anonimo

#11    19 Ottobre 2008 - 16:57
 
I Pearl Jam non sono soltanto una delle migliori Rock Band degli ultimi 20 anni, il loro peso ,per quanto mi riguarda, va ben oltre la componente strettamente musicale… I Pearl Jam sono una PORTA , stretta e ruvida, che all’età di 13 anni ho deciso di attraversare… rendendomi inevitabilmente diverso.
Anche tu caro country ( attraverso il Metal ) avrai potuto percepire quel sentore di diversità, che, poeticamente, ti avvicina un po’ a toccare quelli di libertà e ribellione… quando tra i banchi di una diroccata Scuola Media, tutti parlano di Eros Ramazzotti, Antonello Venditti o nel migliore dei casi di Vasco Rossi e tu non fai altro che aprire una cassettina con la copertina rosso/violacea e con sopra scritto TEN, infilarla nel tuo walkman e consumarla di ascolti.
I Pearl Jam mi hanno segnato,mi hanno cullato, mi hanno consolato,mi hanno incoraggiato, mi hanno devastato e non mi hanno mai tradito ( a differenza di altri “gruppi formativi” ).
I Pearl Jam li porto dentro, quello che succede ogni volta che ascolto un loro disco è qualcosa che mai vorrei farmi portare via, perché è qualcosa che , in un certo modo, ha fatto di me quello che sono oggi... si, credo fortemente che la musica che ascoltiamo o che abbiamo ascoltato abbia un ruolo concretamente formativo.
L’album di cui ci parli, carissimo country, credo possa essere considerato il capolavoro assoluto dei Pearl Jam ( sebbene spesso, per motivi di cuore, nelle mie Top Five è sempre preceduto da Ten,che io considero una pietra miliare del rock ), l’album che si spinge oltre arrivando ai margini della rottura e ai limiti della perfezione.
Paure, sentimenti, morte, vita, destino, incubi si incontrano tra di loro su ritmiche che passano dal frenetico e caotico di Spin The Black Circle, Last Exit, Whipping, al drammatico e coinvolgente andamento di Better Man e Nothingman fino ad arrivare ad Immortality ,non definibile come una semplice ballata, ma come “La Ballata” che angosciante e intensa ci accompagna verso la fine dell’album. Tutto questo passando per quel capolavoro di canzone che è Corduroy in cui Eddie Vedder scarica tutta la sua rabbia contro il mondo e la stampa e Not For You, canzone a me molto cara per il tema trattato, che ci parla di una ribellione giovanile ormai diventata di plastica e merce di scambio.
Vorrei trovare una meritevole conclusione, ma non ci riesco…perché quella dei Pearl Jam è una porta che terrei sempre aperta . Una degna chiusura la trovo nella parole di Vedder :

“ I cannot stop the thought…
I’m running in the dark…
Coming up a which way sign…
All good truants must decide…
Truants move on,cannot stay long
Some die just to live… “

Saluti Jim Stark.
utente anonimo

#12    20 Ottobre 2008 - 10:49
 
L'album che mi ha fatto innamorare dei PJ per quelle ballate che erano il tassello che personalmente credevo mancasse per renderli completi.

utente anonimo

#13    20 Ottobre 2008 - 11:02
 
mmm...
anch'io, presi in pieno, assieme ai Nirvana.
Tieni conto che, dopo i dischi e le cassettine, Ten e' stato il primo cd che ho acquistato in vita mia, nel lontano 92. E il secondo fu Nevermind.

quindi:
Ten su tutti, e vicinissimo ci sta No Code. e vicinissimo ancora, Vitalogy

ciao,
P.
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#14    21 Ottobre 2008 - 03:31
 
Io credo di avere una malattia strana che si riassume con poche parole in: "non impazzisco per i Pearl Jam ,ma ci sono almeno 5 loro canzoni che adoro più di mia madre". E questo purtroppo vale per una decina di altri cantanti/gruppi. Vitalogy l'ho sempre visto come un album molto "scuro" rispetto agli altri dei Pearl Jam o di "quella Seattle", l'abum che chiude la giovinezza (con tutta l'urgenza e l'immediatezza che ne conseguono) del gruppo e apre le porte al marketing e alla consapevolezza dei propri mezzi; soprattutto in Vedder. Che poi ci siano canzoni meravigliose è scontato rimarcarlo. Vitalogy è analiticamente il miglior disco dei Pearl Jam e se prima si era sentito (con Vs e Ten) qualcosa di molto passionale e tecnico (ma davvero poco originale) dopo Vitalogy c'è la decadenza assoluta dei Pearl Jam. Binaural ad esempio, per me, è assolutamente mediocre rispetto all'abum in questione. Last Exit (che vedo citata) è forse troppo scontata in una discografia del genere...una canzone che la senti e dici: "questa me l'aspettavo", ma non voglio scardinare le vostre opinioni.

P.S.: per postare questo commento ho dovuto inserire "pearl"...fate voi...!

Coseacaso
utente anonimo

#15    21 Ottobre 2008 - 16:09
 
anch'io li presi in pieno...ma con VS.
A vitalogy arrivai 4 anni dopo...mi ero un pò perso.
col senno di poi direi che è il loro album più vero ed immediato.

saluti,

hcb
utente anonimo

#16    21 Ottobre 2008 - 16:20
 
P.S.
intendevo 4 anni dopo la sua uscita.

hcb
utente anonimo

#17    22 Ottobre 2008 - 14:55
 
Cinedelia: Ehehehe... deduco che apprezzi!

Clockface: Lo puoi dire forte. NO CODE stai su questi livelli, gli preferisco VITALOGY per quelle 4-5 perle che prese singolarmente valgono un'intera carriera.

lucaberna: E invece le tre ballate di questo gioiello arrivano a suggellare le meraviglie delle precedenti Black, Indifference e Daughter...

pinuxbussu: Come volevasi dimostrare: non si smentisce il postulato ("chi è rimasto travolto da TEN non lo detronizzerà mai").

hcb: Direi proprio di sì; anche se l'urgenza espressiva di VS. brucia per il suo fulgore.
Qui l'istinto si inizia a piegare un pò alla ragione, e la combinazione che ne viene fuori è la perfezione assoluta.

Coseacaso: Siamo più o meno d'accordo su tutto (fermo restando che io ho "scoperto" i PJ fuori tempo massimo e che questa cosa l'ho però sempre vista come positiva... mi piace il modo col quale li osservo in retrospettiva, c'è tutto un senso e un gusto particolare).
VITALOGY è indubbiamente "oscuro" ed è indubbiamente meno "febbrile" dei precedenti, come ho scritto poco sopra.
La consapevolezza io credo che loro l'abbiano sempre avuta (non è che arrivi e fai un disco d'esordio così!), ma ammiro moltissimo la coerenza delle scelte (che hanno sempre perpetrato) e raramente riscontro autocompiacimento nelle cose che seguirono.
Sono in disaccordo quando parli invece di decadenza assoluta: il successivo NO CODE è un Capolavoro di medesima caratura, e BINAURAL uno dei migliori dischi di puro rock'n roll del decennio.
Le uniche cose veramente deboli del loro repertorio sono RIOT ACT e YIELD.
PEARL JAM (l'avocado) è un buon tentativo di rialzare la testa.

Jim Stark: Caro Jim, mi ci vorrebbe un post solo per discutere del tuo commento.
Poi lo rileggo e mi rendo conto che invece è già tutto lì: grazie di cuore dell'intervento e complimenti, hai saputo restituire il senso più intimo di una passione che diventa una ragione di vita.
Hai ragione su ogni virgola, e leggendo mi rendo perfettamente conto, ancora una volta, di quello che può aver significato, per te (e per tutti quelli come te) la scoperta di Alive, Black, Jeremy e Even flow.
Circa il dettaglio su VITALOGY, inutile dirti che sono sacrosante parole, le tue.
Insomma bro, vorrei continuare a scrivere ancora un sacco di cose inerenti il tuo commento, ma mi rendo davvero conto che parla da sè.
Straordinario.
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#18    31 Ottobre 2008 - 12:49
 
..però ho sempre preferito Ten che considero semplicemente inarrivabile.
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#19    31 Ottobre 2008 - 21:04
 
zirilli74: Eheheheh....
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#20    19 Febbraio 2009 - 19:30
 
Sta in forno eh..sta cuocendo...fra una settimana passo per una succosa recensione...
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#21    20 Febbraio 2009 - 14:28
 
babylon78: Attendo impaziente!
Spin spin!
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