Come si fa a non innamorarsi dei Low?
Come si fa a non ammirare l’integrità morale ed artistica di Alan Sparhawk?
Uno che ha preso in moglie la donna con la quale giocava da piccolo e che l’ha portata ad esprimere la voce femminile più celestiale e paradisiaca di tutto il panorama rock americano; uno che ha composto 8 dischi di sublime bellezza, senza mai nemmeno un attimo di cedimento qualitativo, mai; uno che ha saputo imporre il suo sound creando un vero e proprio sottogenere in barba ad ogni trend e contaminazione; uno che va in tour con la sua station-wagon portandosi dietro i figli; uno che è così totalmente immerso nel suo mondo da disinteressarsi completamente delle dinamiche commerciali del circo del rock 'n roll; uno che va avanti sempre e comunque, con il supporto emotivo e morale di Mimi, della sua fede e della sua chitarra… quella chitarra che è una delle cose più belle che io abbia mai avuto il piacere e l’onore di ascoltare; uno che smonta i palchi da solo, senza uno straccio di assistente, e che mi ha stretto la mano firmando l’autografo come se si vergognasse per quello che stava facendo; uno che ha scritto Amazing Grace, e almeno altre 20 tra le canzoni più struggenti del decennio; uno che fa 200 concerti l’anno nei paeselli più sperduti del midwest per campare la famiglia.
Uno che, in silenzio, fa i concerti per mettere da parte i soldi che gli servono per finanziare una scuola in Kenya.

Come si fa a non ammirare l’integrità morale ed artistica di Alan Sparhawk?
Uno che ha preso in moglie la donna con la quale giocava da piccolo e che l’ha portata ad esprimere la voce femminile più celestiale e paradisiaca di tutto il panorama rock americano; uno che ha composto 8 dischi di sublime bellezza, senza mai nemmeno un attimo di cedimento qualitativo, mai; uno che ha saputo imporre il suo sound creando un vero e proprio sottogenere in barba ad ogni trend e contaminazione; uno che va in tour con la sua station-wagon portandosi dietro i figli; uno che è così totalmente immerso nel suo mondo da disinteressarsi completamente delle dinamiche commerciali del circo del rock 'n roll; uno che va avanti sempre e comunque, con il supporto emotivo e morale di Mimi, della sua fede e della sua chitarra… quella chitarra che è una delle cose più belle che io abbia mai avuto il piacere e l’onore di ascoltare; uno che smonta i palchi da solo, senza uno straccio di assistente, e che mi ha stretto la mano firmando l’autografo come se si vergognasse per quello che stava facendo; uno che ha scritto Amazing Grace, e almeno altre 20 tra le canzoni più struggenti del decennio; uno che fa 200 concerti l’anno nei paeselli più sperduti del midwest per campare la famiglia.
Uno che, in silenzio, fa i concerti per mettere da parte i soldi che gli servono per finanziare una scuola in Kenya.








