mercoledì, 18 marzo 2009
Il 30 aprile 1993 andai al Palaghiaccio di Marino, in provincia di Roma, a vedere dal vivo gli Iron Maiden.
Fino a quella sera non avevo alcuna velleità da musicista o pseudo-tale, se escludiamo qualche acerba fantasia che mi vedeva impegnato dietro le pelli di una batteria.
Arrivai molte ore prima (abitudine finora conservata: la “lotta per la transenna” ti spinge a fare cose assurde ed insensate) e decisi di collocarmi sotto il lato sinistro del palco (destro per chi sta su), esattamente sotto la “postazione” di Steve Harris.
Il giorno dopo convinsi mia madre ad anticiparmi il regalo dei 18 anni ma era sabato Primo Maggio (lo scrivo in maiuscolo, Primo Maggio, perché è in maiuscolo che deve essere scritta la festa più importante che abbiamo) e dovetti aspettare fino a lunedì per entrare in possesso del mio primo basso, uno Yamaha bianco RBX 250.
Da allora, sono un bassista.

Avevo 17 anni e mezzo, adesso ne ho quasi il doppio; dunque, mezza vita fa.
Mezza vita così gonfia di cose che nemmeno la memoria storica di Gandalf riuscirebbe a tenerne traccia; cose andate, venute, fuggite, bruciate.
Cadute dal cielo, risollevate dalla polvere.
Incontrate per strada, cercate nelle stelle.
Un milione di cose; ma lo Yamaha bianco è ancora qui davanti a me (e ci è rimasto nonostante il viavai degli altri strumenti) ed io non ho mai smesso di essere un bassista.

Perché suonare il basso è una missione, una vocazione.
Devi sentirlo, nel cuore, e giù in fondo allo stomaco: non puoi declinare dalla chitarra, non puoi scendere a patti, non puoi pensare che sia una cosa come un’altra.
E soprattutto, butta quel plettro: queste quattro corde si suonano con i calli dei polpastrelli.

Essere bassisti è come organizzare la più bella delle feste ma senza magari riuscire ad avere il privilegio di ballare con la reginetta del liceo.
Ti deve star bene così: devi essere contento che sia così.
Devi essere felice per quel Mi basso che ti entra dritto nel petto fino a farti risuonare la cavità toracica; quelle fottutissime frequenze che ti fanno vibrare la colonna vertebrale…

Essere bassisti è’ reggere le fondamenta di una canzone mentre chi sta in prima linea raccoglie i fiori; è tenere il tempo, dettare il ritmo, sporcarsi le mani, non distrarsi mai, segnare le regole.
E’ anche essere pronti a cambiare direzione, girare le carte, accelerare, fermarsi, ripartire.

Questo è quello che ho imparato in questi 15 anni piegato sul legno e su quelle quattro meravigliose corde… e l’ho imparato chiuso in cameretta fino a devastarmi le dita, suonando in giro per decine e decine di concerti, e ascoltando fino allo sfinimento le gesta di Geddy Lee, Flea, Steve Harris, Geezer Butler, Jeff Ament, Mike Mills, Paul McCartney, John Paul Jones, Cliff Burton e Les Claypool.

Artisti che hanno saputo esplorare con sagacia, talento e straordinaria intelligenza tutte le infinite potenzialità dello strumento, mettendolo sempre al servizio della canzone e mai il contrario, e ciononostante riuscendo ad accentrare il nucleo compositivo attorno al basso stesso.
Insegnando a tutti che si possono reggere le basi della sezione ritmica e allo stesso modo disegnare linee armoniche e melodiche che – nel loro caso – hanno spesso costituito la chiave di volta della musica che lasciavano correre in giro per il mondo.

Il basso è anche tutto questo.
Mi, La, Re, Sol.
Giù, in fondo.

bassplayer
postato da: countryfeedback alle ore 23:32 | commenti (25)
Commenti
#1    18 Marzo 2009 - 23:38
 
In foto, i miei "santini".
Da sinistra a destra:
Geddy Lee, ovvero il meglio del meglio; il mio preferito, senza dubbio.
Flea, la pulce dal sound perfetto, un sound che non ho mai sentito prima nè dopo... e mai lo sentirò.
I RHCP sono lui. Ineguagliabile.
Steve Harris, il primo amore che non si scorda mai.

Oltre ai 10 citati nel post mi pare doveroso ampliare la lista ed elencarne ancora altrettanti:
Carlos D.
Juan A. Nelson
Nick Oliveri
Sting
Billy Sheehan
Jack Bruce
John Entwistle
Chris Squire
Tony Levin
Jaco Pastorius
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#2    19 Marzo 2009 - 11:20
 
Bellissimo post. Di cuore, ma forse ancor di più di stomaco. E chi è stato in prima fila, anche solo una volta, sotto il tuo(vostro) palco, sa bene quanto tu e il basso siate, in quei momenti, una cosa sola.
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#3    19 Marzo 2009 - 22:11
 
Uhm, il mio regalo per i 18 fu un iPod Mini, che in confronto a quelli di oggi faceva alquanto ridere. E qualche tempo dopo arrivò la chitarra, e non il basso. Ma sarà che non ero buono, o semplicemente che non ho mai avuto voglia di sbattermi,ma a parte due cavolate di Dylan, (ammesso che Dylan abbia fatto cavolate nella sua carriera) non ho mai saputo suonare altro.
Bellissimo post, davvero.
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#4    20 Marzo 2009 - 00:46
 
Il basso me lo sonoregalato da solo. E' stato merito (o Demerito) di Simon Gallup e da allora cerco di suonarlo (con scarsi risultati)!
Come te ringrazio Oliveri, Sting, Paul Jones, Entwistle e la Musica Funk!
Ayeye
utente anonimo

#5    20 Marzo 2009 - 16:24
 
Che dire...mi sono commosso.

Preside
utente anonimo

#6    21 Marzo 2009 - 00:21
 
Bel topic country.
Ma ......Mark King?
E il tamarrissimo Joey De Maio?
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#7    21 Marzo 2009 - 12:49
 
e di stuart hamm che mi dici.......?

hcb
utente anonimo

#8    21 Marzo 2009 - 15:32
 
crazymary78: Grazie assai; quello che scrivi è molto toccante ed è tra le cose più belle che mi si possano dire.

BibbyMVP: Grazie! Beh, cmq, sì, bisogna sbattersi, e pure assai, per suonare.
Suonare veramente, intendo.

Ayeye: Ah! Che basso hai?

Preside: Grazie Simò; del resto te lo preannunciai proprio quel sabato sera che sarebbe arrivato questo post...

diamonddog: Tenchiù; King non mi è mai piaciuto; il re dei tamarri De Maio non è un bassista, ma solo uno che violenta lo strumento immaginando che sia una chitarra.
Pessimo, davvero pessimo.

hcb: Grande viruoso, ma come noterai i miei "magnifici 10" sono esclusivamente bassisti rock n roll.
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#9    21 Marzo 2009 - 16:26
 
Fender jazz bass Mex.'75...lo presi in seconda mano da uno che lo usava per coprire una macchia nel muro! Oltraggio.
Un'altro da battaglia Sx!
Ti ripeto....strimpello e mi diverto con gli amici!
utente anonimo

#10    22 Marzo 2009 - 23:04
 
Ayeye...sei lo stesso del forum di Megabass?

Preside
utente anonimo

#11    24 Marzo 2009 - 20:29
 
..peeeeerfetto, country!! hai disegnato davvero da maestro cosa significa per te essere un bassista. E direi non solo per te...la cassa toracica, cazzo, la cassa toracica..come hai ragione!

(Tra quelli da te citati, io ho un debole per Jeff Ament..)
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#12    24 Marzo 2009 - 23:07
 
zirilli74: Grazie di cuore Anto, perchè è esattamente quello che volevo trasmettere...
Sapere che è stato recepito alla perfezione (in perfetta sincronia con quello che ho provato scrivendo) è il massimo, per me.
Ament è meraviglioso, ed ha un sound da Accademia.
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#13    25 Marzo 2009 - 16:56
 
Io personalmente considero il basso lo strumento più intrigante di una rockband, anzi ti dico proprio che è lo strumento dei miei sogni, quello che più mi piacerebbe suonare semmai un giorno avessi la possibilità di far parte d'un gruppo. Comunque a parte i tuoi bassisti preferiti citati nell'intervento, ce ne sono talmente tanti altri (soprattutto nelle band di culto) che faccio fatica ora a menzionare i nomi. Senza contare che ci sono state (e ci sono) ottime rappresentanti femminili del basso come Kim Gordon, Kim Deal, Melissa Auf Der Maur e la mia preferita di tutte, Tina Weymouth dei Talking Heads, una vera fuoriclasse! E infatti noto da un pò di anni che proprio il basso è lo strumento preferito dell'altro sesso. Vorrà pur dire qualcosa...

Clockface

utente anonimo

#14    25 Marzo 2009 - 19:02
 
grand bel post!
se potessi tornare indietro, imparerei a suonare il basso anzichè la chitarra.
Il basso ricopre il ruolo perfetto, secondo me: ritmo e melodia insieme, cosa chiedere di più?
Più in generale.... suonare uno strumento, un qualsiasi strumento è una cosa fantastica.
Anche se sei scarso, anche se suoni solo in camera tua per te e nessun altro: quello che esce dalle tue dita lo crei tu, è roba tua
E ti fà sentire leggero.

In bocca al lupo per il concerto di domani.
Mi raccomando spaccate tutto, e registrate un bootleg da far girare in rete..
;-)
Zoost

ps: che mi dici di adam clayton?
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#15    25 Marzo 2009 - 23:43
 
Clockface: Bravo, hai tirato in ballo un elemento essenziale: il basso è lo strumento più sexy del mondo!
E lo si capisce guardando proprio "le" bassiste (quelle che hai citato... mmhh.... aaahhhh!): vuoi mettere il fascino delle 4 corde?

Zoostation: Crepi il lupo (vedremo quello che si può fare per il boot ;-)) e grazie per la considerazione.
Sul basso e il suo ruolo "perfetto" beh, è esattamente cosi: tempo, ritmo e melodia!
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#16    26 Marzo 2009 - 02:48
 
Grandissimo post... molto sentito e molto avvincente.
Era tempo che non leggevo cose così vicino al cuore.

Tu sai che non sono "metallaro"... aahhahaaha
e manco un bassista, quindi i miei gusti seguono i ritmi che hanno accompagnato la mia vita e la verve, che pur non capendone nulla tecnicamente, so riconoscere in questo manico.
Perciò Flea (col cazzo di fuori): immenso, grandioso bassista, forse il migliore se mi ci metto a pensare;
John Paul Jones: inutile chiedermi il perché... è la Storia cazzo;
Jaco Pastorius: cazzo che talento folle e straziante, me lo fece conoscere il mio amico batterista Steve (NYC)... che spreco!!!
Poi un nome che mi è toccato andare a ricercare su google perché non me lo ricordavo troppo bene, e poi ho visto che invece tu lo avevi messo... ehehehe... Il nome proprio non mi sovveniva più, ricordo bene però il manico nei pezzi del suo gruppo: John Entwistle degli Who... praticamente una bestia!!!

Infine vorrei chiudere con colui che per me è IL BASSO, in ogni senso.
Un nome che non può mancare in questa lista, un nome che è storia vera di questo strumento nel rock.
Cazzzzooooooooooo!!!
Chi non ama Paul Simonon (i Clash insomma)?
Certo non era sicuramente un virtuoso... sti gran cazzi!!! Anzi era minimalissimo... diciamolo, ma la ritmica di London Calling spacca il culo ai passeri ed ancora oggi è una delle cose più belle che io abbia mai sentito, e poi era pure il bassista più figo in assoluto (sul palco proprio una presenza immane);
e poi c'è lui nella più famosa immagine rock'n'roll di sempre... il capolavoro e basta!!!

http://www.bbcamerica.com/media/216/simonon.jpg
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#17    26 Marzo 2009 - 02:49
 
che linko a fare?

Eccolo il capolavoro:

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#18    27 Marzo 2009 - 18:22
 
sarak: Gravissima ed imperdonabile dimenticanza non aver citato la copertina più famosa della storia con un bassista (e il suo basso)....
Tuttavia non avrei cmq incluso Simonon nella mia lista perchè mi sono sempre tenuto alla larga da quel certo modo di suonare ed approcciarsi al basso (tipico dell'era punk e new wave): grande groove per carità, ma non sono diventato un bassista grazie a loro, e onestamente non credo che avrei scelto il mio strumento se li avessi sentiti prima.
Per il resto, ti ringrazio davvero di cuore per l'apprezzamento: sono felicissimo che questo post sia arrivato nel modo giusto.
Alzo le mani sugli altri 4 bassisti che hai citato, davvero niente da dire [Flea immenso, il migliore di sempre per me assieme a Geddy Lee].
Solo una cosa: se guardi attentamente noterai che l'unico bassista "metallaro" è Steve Harris: nel metal il basso è assai sacrificato (è il genere di chitarre e batteria) e Steve ha avuto il merito (caso più unico che raro) di emergere e dettare le regole di tutto un gigantesco filone che sarebbe seguito (e ancora oggi fa scuola).

Zoostation: Scusa, non ti avevo risposto alla domanda: Clayton non mi piace.
Fa praticamente la stessa identica cosa da sempre, e questa "cosa" è di una ripetitività imbarazzante...
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#19    27 Marzo 2009 - 18:46
 
sarak: Sorry, ho fatto una gaffe: anche il buonanima Cliff Burton era un bassista "metallaro"... e se vogliamo dirla tutta, in un certo senso (ma la cosa è però molto più ampia vista l'influenza a posteriori) anche Geezer Butler.
Ma parliamo cmq di 3 su 20.
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#20    28 Marzo 2009 - 14:45
 
sì sì caro Country,
non volevo dire che hai citato solo metallari ;D
volevo però dire che io proprio non li conosco i bassisti metallari perché non ho quasi mai ascoltato i loro dischi, ergo non mi pronuncio.
Per quanto riguarda il punk, il punk-rock, garage o altro che cisiamocapiti... chiaro che non andiamo sul talento puro e sul virtuoso, però rimane il fatto che London Calling è un album che è Storia più di molti altri e che io ho consumato e amato alla follia... tuttora lo amo. Lo trovo perfetto e trovo perfetta pure la sezione ritmica e poi sai che per me conta moltissimo lo spettacolo ed il personaggio: lui è il manifesto di un'epoca... va citato; magari non come uno dei tuoi preferiti (se non ti piace è ovvio) però ci deve stare...

Gran serata ieri
si vede che vi piaceva esser ritornati sul legno
... "attentato alla birraaaaa" ;D
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#21    29 Marzo 2009 - 16:33
 
sarak: LONDON CALLING è uno dei miei 15 dischi di sempre, quindi sfondi una porta aperta; volevo solo dire che quel tipo di approccio al basso non mi ha mai soddisfatto, tutto qui.
Per il resto grazie di tutto e spero di entrare presto in possesso delle foto!
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#22    14 Aprile 2009 - 11:38
 
che bei ricordi... il mio primo basso l'ho barattato con la gita del 5° anno al liceo: nemmeno l'accordatore di un liutaio riuscì mai ad accordarlo!! bassai poi ad un ibanez e poi ad un fender (con uso anche di contrabbasso). Cignus x1 la sapevo a memoria e i giorni passati ad impararla li ricordo con orgoglio (quando finalmente riuscii a seguirla in cassetta) per poi studiarmi tutto blood sugar sex magic e il grande Les di sailing the sees of cheesee...dopo averlo visto ad un concerto per quel tour volevo smettere: abominevole! poi vidi il trio gateway con dave holland e m'innamorai del jazz... l'essenzialità delle note abbinata a ritmi imprevedibili! alla fine prevalse la pittura ma mi ritengo ancora un bassista che dipinge! milaresol!!!. luca
utente anonimo

#23    16 Aprile 2009 - 19:28
 
luca: Davvero commoventi i ricordi che citi... che fender avevi?
Cygnus X-1 fu anche oggetto dei miei "studi" cosi come quasi l'intera opera del sommo Geddy (o almeno le cose non disumane) e dell'imprescindibile, per ogni bassista che si rispetti, Capolavoro dei RHCP.
Circa i territori battuti invece, io sono sempre rimasto nel mio orticello, e il jazz l'ho bazzicato davvero poco e niente.
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#24    17 Aprile 2009 - 08:37
 
country: avevo (ho) un fender standard precision (con un doppio single coil) e ho sbavato per molto tempo di fronte ad un music man e poi (visto dal mitico essemusic di montebelluna) la versione anniversario di quello del mitico jako pastorius... poi penso che tutti gli effetti che avevo e l'ampli costassero più del basso stesso: swr da 150watt con con da 30 (mi pare...era grande come una lavatrice!) wahwah della fender per basso, pedale volume della xorg, compressore/ octave/ flanger/ distorsion della boss! in pratica dovevo suonare su uno sgabello: all'epoca ho suonato anche molta musica elettronica dove praticamente facevo il solista (smazzandomi prima tutte le basi ed i campioni). ricordo che la svolta fu una serata di chiacchere con max pupillo (un grandissimo in quanto a tecnica/umiltà/generosità) degli zu (da ascoltare qualsiasi cosa abbiano fatto, soprattutto gli ardecore: molto "cinematografici") che mi fece scoprire la potenza dell'uso "scorretto" del compressore! un altro grande aiuto me lo diede pierpaolo capovilla dei one dimensional man (suonavano nella saletta vicino al nostro gruppo sulla mitica banchina dei mulini a marghera)... di colpo mi sento vecchio a raccontare di storie di 10 anni fa, almeno...luca
utente anonimo

#25    20 Aprile 2009 - 21:26
 
luca: Grazie anche per questo secondo commovente reportàge!
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