Aprite il portafogli e fatevi due conti; vi potete privare di 10 euro?
Ok.
Se siete di Frosinone andate da Nordovest; se abitate altrove organizzatevi come più vi aggrada (ovviamente anche su internet, e allora in questo caso rimettete i 10 euro in tasca e armatevi di carta di credito).
Che ci dovete fare?
Semplice: acquistare un disco che:
- è stato composto nel ’92 ma sembra dell’altro ieri;
- è prodotto e registrato in maniera impeccabile, da accademia (alla faccia di chi dice che il compito del sound engineer è marginale);
- contiene 10 canzoni (più una bonus track) semplicemente perfette: raro esempio di un lavoro senza nemmeno una caduta di tono che sia una; manco 10 secondi di troppo…
- è cantato da Mark Lanegan. In una forma strepitosa.
- è la rappresentazione di come possa esser concepito un disco assolutamente rock ‘n roll e al tempo stesso assolutamente mainstream. Roba da pazzi.
- chiude il sipario (tralasciamo Dust) sulla carriera di una band troppo importante per essere sottovalutata; ed è inammissibile citare l’ondata del nordovest americano di inizio ’90 senza ricordarsi di chi in un certo senso ha fatto da apripista.
Bene, vi ho convinto?
Fidatevi, tanto con 10 euro ci prendete al massimo un paio di Guinness, con la differenza che la birra la pisciate poco dopo mentre questo disco lo farete sentire pure ai nipotini.
Ah… il disco è questo:

Sweet Oblivion (Screaming Trees, 1992)
Ok.
Se siete di Frosinone andate da Nordovest; se abitate altrove organizzatevi come più vi aggrada (ovviamente anche su internet, e allora in questo caso rimettete i 10 euro in tasca e armatevi di carta di credito).
Che ci dovete fare?
Semplice: acquistare un disco che:
- è stato composto nel ’92 ma sembra dell’altro ieri;
- è prodotto e registrato in maniera impeccabile, da accademia (alla faccia di chi dice che il compito del sound engineer è marginale);
- contiene 10 canzoni (più una bonus track) semplicemente perfette: raro esempio di un lavoro senza nemmeno una caduta di tono che sia una; manco 10 secondi di troppo…
- è cantato da Mark Lanegan. In una forma strepitosa.
- è la rappresentazione di come possa esser concepito un disco assolutamente rock ‘n roll e al tempo stesso assolutamente mainstream. Roba da pazzi.
- chiude il sipario (tralasciamo Dust) sulla carriera di una band troppo importante per essere sottovalutata; ed è inammissibile citare l’ondata del nordovest americano di inizio ’90 senza ricordarsi di chi in un certo senso ha fatto da apripista.
Bene, vi ho convinto?
Fidatevi, tanto con 10 euro ci prendete al massimo un paio di Guinness, con la differenza che la birra la pisciate poco dopo mentre questo disco lo farete sentire pure ai nipotini.
Ah… il disco è questo:

Sweet Oblivion (Screaming Trees, 1992)

