domenica, 17 settembre 2006
daniel1A cavallo tra la fine degli anni ’90 e il decennio in corso, Canale 5 possedeva i diritti televisivi per la trasmissione della Notte degli Oscar ed io ero puntualmente seduto sulla mia solita poltrona al passaggio tra il 25 e il 26 marzo del 1990, pronto a tifare per il film che letteralmente mi illuminò in quella stagione: L’attimo fuggente.
L’indimenticabile opera “formativa” di Peter Weir si accaparrò meritatamente 4 delle 5 nominations principali e fra queste tutte le mie attenzioni erano rivolte al professor Keating, alias Robin Williams.
Il contendente più ostico sulla carta pareva essere Tom Cruise, che calamitò un interesse notevole per aver dato una sferzata alla sua carriera interpretando Nato il 4 luglio di Oliver Stone.
Poi c’erano tre outsiders: Kenneth Branagh per il suo Enrico V, Morgan Freeman per il narcotico A spasso con Daisy e questo sconosciuto inglese (almeno per me, ingenuo quattordicenne) che prestava anima e corpo ad una piccola produzione indipendente irlandese firmata Jim Sheridan: Il mio piede sinistro.
Ero così tranquillo per la vittoria di Robin che fu uno shock vedere ritirare il premio proprio dall’inglese di cui sopra, tal Daniel Day-Lewis.
E fu proprio così, in preda ad un forte sentimento di rancore (ribadisco che avevo 14 anni e che esibivo un vero e proprio tifo calcistico durante la visione della Notte delle Stelle) che conobbi colui che da lì a qualche anno sarebbe diventato il mio attore preferito in assoluto.

daniel2
13 anni dopo, il 23 marzo del 2003, i diritti televisivi non erano più in mano al biscione ma a LA7 (dopo esser transitati per Telepiù e prima di arrivare a Sky).
Io di anni ne avevo 27 e in mezzo c’era passato davvero un fiume.
Eppure ero sempre lì, e mi preparavo ad assistere a quella che (così giurai il mattino dopo) consegnai alla memoria come l’ultima Notte degli Oscar vista in diretta.
Il giuramento è ancora saldo perché una delusione simile ha davvero pochi precedenti nella storia del Cinema: Gangs of New York, imperfetta ma sublime litania epica di Martin Scorsese arrivò con 11 nominations e se ne andò a mani completamente vuote.
Il trionfatore della serata fu Chicago. (…)
Ero certo del premio a Scorsese così decisi di focalizzare la mia attenzione sulla statuetta al miglior attore.
A differenza di 13 anni prima, stavolta quell’inglese lo conoscevo assai bene.
Dopo aver recuperato l’incommensurabile performance de Il mio piede sinistro cominciai a seguirlo passo passo (rispolverando di tanto in tanto anche le cose fatte prima dell’89: il marinaresco remake de Il Bounty, l’alternativo My beautiful laundrette, il settecentesco Camera con vista, il sensuale L’insostenibile leggerezza dell’essere) e ne ammirai incantato il temperamento indomito e infuocato nel poetico L’ultimo dei Mohicani; l’ardente ed irrefrenabile rabbia nel magnifico Nel nome del padre (anche lì nomination); l’eleganza e la classe sublime esibita nel capolavoro scorsesiano L’età dell’innocenza; la tragicità lirica e passionale che salva comunque un film non buono come La seduzione del male; la perfetta identificazione del pugile Danny Flynn (solo DeNiro a quei livelli) in The Boxer
Dopo una lunga pausa durata 5 anni, arriva il buon Scorsese a rimetterlo in pista cucendogli addosso un’altra figura immortale: Bill ‘The butcher’ Cutting… ed ogni considerazione critica sulla sua interpretazione è davvero superflua.
A contendergli un Oscar praticamente certo: il redivivo Nicholas Cage, il vecchio leone Michael Caine, Jack, e Adrien Brody.
Proprio quest’ultimo vinse (bravissimo ne Il pianista però Day-Lewis non è bravo, è alieno) e io riprovai la stessa delusione di 13 anni prima, ma vissuta al contrario…

Sono passati altri 3 anni e mezzo, e intanto un altro fiume è stato attraversato.
Daniel Day-Lewis è ancora il mio attore preferito, ed è colui che io ritengo essere il più grande talento sprecato in circolazione.
Ha detto che è costretto a fare pochissimi film per due motivi: un po’ perché ci mette sempre almeno un anno ad uscire da un personaggio (tale è la sua immedesimazione – visse su una sedia a rotelle per tre mesi per fare Il mio piede sinistro, abitò in una foresta per prepararsi all’Ultimo dei Mohicani, si fece gettare in cella e torturare per Nel nome del padre, si spaccò la faccia durante la preparazione di The boxer…), un po’ perché è troppo distratto dalla vita (lasciò Isabelle Adjani con un fax, trascorse 3 anni a fare il ciabattino a Firenze, adesso è insieme alla figlia di Arthur Miller…).
L’anno prossimo compirà 50 anni, in combinazione con l’uscita del nuovo There will be blood di Paul Thomas Anderson (dopo che la distribuzione si è persa per strada The ballad of Jack and Rose, diretto dalla moglie) e magari questo traguardo ce lo restituirà più presente e costante.
Ma più bravo, no.
Come si fa ad essere più bravi di così?
postato da: countryfeedback alle ore 22:25 | commenti (21)
Commenti
#1    18 Settembre 2006 - 00:06
 
Post che condivido parola per parola (anche se e' difficile per me dire che un attore e' il mio preferito in assoluto..).La sua performance nella quale mi sono "identificato" e commosso di piu' e' quella dell'Eta' dell'Innocenza.Riuscire a far passare tutte quelle emozioni con un personaggio costretto a stare quasi sempre col "freno a mano tirato" e' per me assai piu' difficile -da un punto di vista attoriale-che non attraverso il personaggio (comunque superlativo) del "Mio piede sinistro".Complimenti Daniel!!Ti aspettiamo..
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#2    18 Settembre 2006 - 12:51
 
Cosa dire... niente. Hai detto tutto tu e nel modo più esaustivo! Lo aspettiamo con ansiosa pazienza!!!....
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#3    18 Settembre 2006 - 12:52
 
Post bellissimo ed evocativo.
Sì Daniel Day-Lewis è uno dei pochi grandi, e personaggio assolutamente istrionico.

Ci sono tre cose che però non condivido con te:
1- Fin da sbarbatello ho sempre detestato il Premio Oscar e soprattutto la Cerimonia di premiazione (vista una sola volta in differita nel 1992. Mai più in vita mia).
Il mio disprezzo per gli Oscar nasce dal disprezzo per il mainstream dell'industria cinematografica americana, per il fatto che fin da piccolo mi son saltate agli occhi le nefandezze storiche di tale Premio, perché a premiare sono degli invisibili addetti ai lavori con gusto indecente o gusto non usato, che utilizzano un meccanismo di voto ignobile ed improponibile. Tra l'altro 'sti americani premiano i loro prodotti credendosi i migliori al mondo: credono che l'Oscar sia come la Coppa del Mondo... ma vaffanculo!!!
2- Io ho fatto pure un corso di metodo Stanislavskij e pur l'ho studiato all'Università, ma non lo reggo proprio! Non mi piace affatto tale metodo e non lo condivido, e ritengo che poter essere un attore mostruoso non ci sia bisogno di "calarsi" in tale modo nel personaggio. Quindi massima ed adorante ammirazione per il De Niro che prende addirittura trenta chili senza utilizzare trucco ed attrezzi posticci e per Daniel Day-Lewis che si mette su una sedia a rotelle... anche se trovo ridicolo ed inutile il farsi spaccare la faccia. Vabbè... gli attori del metodo sono come i paracadutisti tra i militari.
3- Ritengo Adrien Brody mostruoso ed alieno ne IL PIANISTA, assolutamente perfetto, mentre Daniel Day- Lewis, bravissimo in GANGS OF NEW YORK, ha fatto e sa fare di molto meglio.
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#4    18 Settembre 2006 - 14:19
 
Hamletus: Esatto, hai centrato in pieno l'essenza della sua strepitosa performance nel capolavoro in costume di Scorsese.
Davvero da brividi.

crazymary78: Grazie assai!! Speriamo in un ritorno in grande stile (anche se, facendoci due conti, quando mai Daniel è andato sotto l'eccellenza?)

sarak: Grazie mille anche a te, ero convinto che anche tu avessi grande stima per Daniel DIO Lewis.
Circa i tre punti elencati:
OSCAR: Sono perfettamente d'accordo con te, e ne parlammo ampiamente qualche mese fa nei miei post a tema; purtroppo, anche se aborro dal profondo l'Academy (massa di zotici bifolchi e terroristi), non riesco a non tifare per i miei beniamini quando li vedo battersi per la statuetta. (Nel 2003 Daniel e Martin piansero durante l'esibizione degli U2... per me è impossibile rimanerne distaccati!)
IL METODO: Anche qui hai ragione, anche perchè è proprio per colpa del Metodo che Daniel è stato sempre così latitante....sigh!
BRODY: E' da ovazione ne "Il pianista", però per una 'nticchia gli ho preferito Bill il Macellaio!
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#5    18 Settembre 2006 - 20:07
 
Scusa l'O.T. ma ho visto qualche immagine di "The departed" di Scorsese e letto qualche critica americana.
Sto già godendo!!!
Martin dice che sarà il suo saluto definitivo al gangster movie... porcaputtana, quando viene ottobre!
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#6    18 Settembre 2006 - 22:54
 
Sono perfettamente daccordo con te, condivido ,forse anche con qualche fanatismo in più, la passione per quello che è per me il più grande attore attualmente vivente : Daniel Day- Lewis.
Per me la sua ultima interpretazione è veramente "aliena" ,ha ridefinito ancora una volta i canoni di intensità di una performance attoriale( so che quel ruolo era destinato a De Niro e non oso pensare che cosa avrebbe combinanto il vecchio Bob...).
Anche io ho studiato ed ancora lo faccio( credo sia impossibile farlo in un mese o due) il Metodo, soprattuto con tutte le sfaccettature che ne conseguono come le re-interpretazioni di Strasberg o del suo amico/nemico Mejerchol'd,sono convinto che sia un metodo molto delicato e da prendere con le pinze,è un sistema che deve essere giustamente "interpretato" e se preso con leggerezza può portare a conclusioni fuorvianti.Tutto sta nel non prenderlo troppo sul "serio" e contemporaneamente nel non prenderlo troppo alla "leggera". Il sistema Stanislawskij deve essere fatto proprio e non generalizzato, spesso una sua cattiva interpretazione diventa un surrogato di arte fine a se stessa quando invece il compito più alto di un attore è fare del suo "lavoro" un atto creativo e artistico, riuscire a trasmettere in forme svariate la vita dello spirito umano, sarò romantico,sarò tradizionalista,ma la penso così. Non sono un accanito fan della scuola del Maestro russo, ma ne riconosco l'importanza,la ricchezza e la basilarità. Comunque sto andando fuori tema...scusami country, secondo me Adrien(pesce lesso) Brody, che io reputo un bravo attore è veramente convincente,intenso e bravo ne Il pianista, ma non vedo nella sua performance nulla di straordinario( a questo punto diamo l'oscar a Sean Penn per le sue ultime 5 interpretazioni...).e secondo me Daniel con quella sua ultima leggendaria performance avrebbe meritato il titolo di Re di Inghilterra o chissà cosa, credo che sia la coronazione di una carriera fatta di estremismi, di esagerazioni ma comunque solo di grandissime performance, che restano, che ancora oggi "emanano" qualcosa di speciale, che va oltre il calarsi in un personaggio o interpretare un ruolo!
Jim Stark.
P.S. Sarak: Cavolo a chi lo dici,anche io non vedo l'ora che arrivi Ottobre!Oh ma dove le hai viste le immagini di " The Departed" ? Segnala... che io non sto più nella pelle!
utente anonimo

#7    19 Settembre 2006 - 01:34
 
QUI il grandioso trailer di THE DEPARTED e gli spot tv, poi ho beccato un bel servizio su Sky. E' bastato per farmi venire un appetito mostruoso e per farmi pensare che sarà il film dell'anno... tra l'altro è il mio genere preferito!!!

@Jim Stark:
Per quanto riguarda il metodo... beh il discorso sarebbe troppo lungo e soprattutto difficile da capire per chi non lo ha affrontato di persona, come sua esperienza di vita.
A te posso dire che io sono assolutamente e perdutamente Grotowskiano. Il mio punto di riferimento è il grande Jerzy Grotoski e le sue "azioni fisiche", chiave del mestiere dell’attore. Secondo me insomma gli attori non devono cercare mai i personaggi, ma essi devono apparire solo nella mente dello spettatore.
Per chi volesse capirne qualcosa di più potete leggere QUI
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#8    19 Settembre 2006 - 10:08
 
Sarak: Grazie della segnalazione, me lo vado subito a gustare il trailer!
Beh a questo punto devo confessarti che Jerzy Grotoski insieme a Michail Cechov è anche uno dei miei punti di riferimento... quel affascinante percorso che porta l'attore ad essere un autore nel suo ruolo! Ma anche qui da parlare ce ne sarebbe veramente tanto e non sembra il caso... Volevo solo cercare di riconoscere a Stanislawskji indubbi meriti nell' aver formato intere generazioni di ottimi attori e sottolineare quanto sia difficile seguire uno studio attento sul Sistema da lui creato.
Jim Stark.
utente anonimo

#9    19 Settembre 2006 - 10:37
 
fa 50 anni? ah beh, ne dimostra 10 in meno. condivido questo tuo amore per daniel, che come grandezza io paragonerei a jack nicholson, e che ho imparato ad amare con quel meraviglioso e struggente film che era Nel nome del padre.
ciao
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente donnaprassede78

#10    19 Settembre 2006 - 12:51
 
Grande Daniel "Giorno" Lewis...ho amato e pianto e sofferto maggiormente in "NEL NOME DEL PADRE", dove orgoglio Irlandese, amori ritrovati, voglia di riscatto, ti tengono spiaccicato in poltrona, ad ESULTARE per una battaglia vinta, perchè GIUSTA, mentre un nome ti riempie la testa...Giuseppe, esempio umano di chi insegna a non arrendersi!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente superginaaaa

#11    19 Settembre 2006 - 14:17
 
Senza dubbio uno di quegli attori che lascia parlare la recitazione, impossibile da sottovalutare o sopravvalutare perchè sempre perfetto.
Ricordo di aver visto Il Mio Piede Sinistro al cinema, allora ero davvero un ragazzino, ma rimasi impressionato dalla sua performance.
Su l'Ultimo dei Mohicani ho già speso elogi, e tutti gli altri titoli non sono affatto da meno: in questa sede vorrei quindi spezzare una lancia per The Boxer (anch'esso, ai tempi, visto al cinema) pellicola forse passata un pò in silenzio, ma che apprezzai tantissimo, e in cui oltre al solito Daniel spicca una bravissima Emily Watson.
Mi unisco poi alla disapprovazione per il mancato approdo in Italia di The Ballad Of Jack And Rose; vedrò di recuperarlo, ma stando al trailer mi ispirava molto.
Che dire, non ci resta che attendere fiduciosi il ritorno, sono comunque certo che non ci deluderà.

Gianni
utente anonimo

#12    19 Settembre 2006 - 22:13
 
Jim Stark: Il tuo appassionato commento non può che farmi piacere! E del resto non sapevo che Daniel fosse anche il tuo attore preferito!
Io ad ogni modo io credo che il Nostro sarebbe un attore eccellente anche senza Metodo... si vede ne "L'età dell'innocenza", come diceva Hamletus...
PS: Eccezionale Daniel che diventa Re d'Inghilterra! Ahahahahah!!

sarak: Grazie della segnalazione; lo aspettiamo tutti al varco il più grande regista vivente... speriamo bene (sono sempre un pò intimorito da questi cast stellari... ho paura dell'"Effetto-Sleepers"!)

donnaprassede78: Sì è vero, non sembra averne 50 di anni... forse proprio perchè siamo abituati a vederlo così di rado...

superginaaaa: Bellissimo commento che rievoca la più felice delle tre occasioni nelle quali Daniel ha lavorato con l'irlandese Jim Sheridan.
NEL NOME DEL PADRE è un cult assoluto degli anni '90, un'opera che straborda forza, vigore, poesia e passione... Bellissimo e commovente, uno dei miei film preferiti di quel decennio (e non solo).

Gianni: Sapevo che saresti andato a parare dalle parti di THE BOXER, un tuo prediletto da sempre.
In effetti andò un pò via così... un peccato.
Visto che anche tu hai citato THE BALLAD OF JACK AND ROSE, non posso far altro che segnalare il (bel) trailer di questo film perduto.
Per vederlo, qui.
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#13    20 Settembre 2006 - 13:06
 
Ho difficoltà a commentare questo post, perché mi viene solo da applaudire.
Daniel è da sempre nella mia Top Ten, ma se mi chiedessero di fare un podio lui ci sarebbe di sicuro.

Per quanto riguarda le varie interpretazioni, io sono d'accordo con Hamletus. Per me il top del top lo raggiunge in L'Età Dell'Innocenza.
E' la sua migliore interpretazione di sempre.
Quella più ostica, quella in cui sprigiona pià classe, quella in cui dimostra davvero di essere attore di razza, immortale.
Chi non ne è convinto vada a rivedersi il film...Daniel è....non so...perfetto!
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#14    21 Settembre 2006 - 10:24
 
Ciao a tutti!
Lo considero anch'io uno dei più grandi in assoluto, ma proprio non riesco a sceglierlo il mio attore preferito, tra i tanti interpreti di classe che per fortuna frequentano il cinema.
Concordo su "L'età dell'innocenza", uno dei migliori film di entrambi, Martin e Daniel, e naturalmente su "The departed"...conto i giorni!
(Non dovrebbe uscire a novembre, cmq?).
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#15    21 Settembre 2006 - 17:03
 
Esce in Italia il 27 ottobre!!!
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#16    21 Settembre 2006 - 23:21
 
babylon78: EEhhhh...come ti capisco!
Ne L'ETA' DELL'INNOCENZA è perfetto... ma io non riesco ad individuare il suo climax interpretativo... davvero un extraterrestre.

Giorgio77: A quanto pare c'è un plebiscito per il capolavoro di Martin! Bene bene.... anche perchè è l'unico film (assieme a Gangs) dove il mio regista (VIVENTE) preferito dirige il mio attore preferito!

sarak: Oggi ho rivisto il trailer di THE DEPARTED tre volte... mi sa che Scorsese torna a fare Bingo!

Infine, una nota per i frequentatori.
Abitualmente non tengo mai un post per più di 4-5 giorni, ma questo è un caso un pò a se.
Ci tenevo che restasse tutta la settimana per omaggiare al meglio il suo protagonista. Nel weekend lo sostituirò.
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#17    22 Settembre 2006 - 02:19
 
Però quando il mio regista preferito ha diretto il mio attore preferito son venuti fuori:
TAXI DRIVER
RAGING BULL
GOODFELLAS
MEAN STREET
NEW YORK NEW YORK
RE PER UNA NOTTE
CASINO'

Mica uno!!! E allora che ne parliamo a fa'!!??
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#18    22 Settembre 2006 - 02:26
 
Comunque il trailer di THE DEPARTED è un capolavoro, con quel montaggio e la musica... che roba!!!
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#19    22 Settembre 2006 - 13:40
 
sarak: Beh, l'accoppiata Bob-Martin è inarrivabile, che c'entra....:))
Però i film sono 8, hai dimenticato di citare lo spettacolare (e per me Capolavoro di tecnica) CAPE FEAR...
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#20    22 Settembre 2006 - 20:03
 
Sì, grande pure CAPE FEAR anche se è un remake e sai che mi puzza un po'.

Comunque Daniel Day-Lewis tra i "più giovani" è il migliore. Lo metto dietro Bob De Niro perché ha fatto alcuni dei film più belli che abbia mai visto: e questo vale tutto!
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#21    25 Settembre 2006 - 17:44
 
Mi piace molto DDL, ma devo dire che non mi piace "L’ultimo dei Mohicani". Vabbe, sono tanti anni fa che l'ho visto (1993), ma ricordo la sensazione delusa lasciando il cinema.

Non ho mai letto il libro, ma il film era proprio noioso.

Henrik
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